What's up - La newsletter dei presidenti parrocchiali

Ponti e passaggi...

Cari presidenti: ben ritrovati!
Ci “ri-incontriamo”, dopo un tempo straordinario di passaggi associativi, un ponte concreto e ideale tra il passato, il presente e il futuro della nostra storia Associativa.
Scrivo a tutti voi oggi accogliendo con gioia e gratitudine la decisione del Consiglio permanente della Conferenza Episcopale di confermarmi Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana per il secondo triennio.
Abbiamo vissuto e condiviso mesi intensi, non solo per i grandi appuntamenti: il congresso FIAC, l’incontro con il Papa, la XVI assemblea nazionale, l’elezione della nuova presidenza nazionale, ma anche e soprattutto per le parole, gli incontri, le idee, i progetti e gli impegni che ne sono scaturiti.
In occasione dell’Assemblea nazionale con i delegati di tutte le diocesi, abbiamo condiviso la ricchezza del vivere la responsabilità in Ac in questo “cambiamento d’epoca”, scegliendo ancora insieme e profeticamente di essere radicati nel futuro e custodi dell’essenziale.
La nostra bellissima storia che festeggia i 150 anni di vita, vogliamo possa ancora oggi regalare la freschezza di quel “sogno, nato dal cuore di due giovani” come ha ricordato Papa Francesco. Sappiamo quanto una storia fatta di relazioni autentiche e di corresponsabilità, di stile sinodale e di passione, di memoria e slancio verso il futuro possa essere un dono prezioso per l’oggi e il domani del mondo e della Chiesa. Un futuro da abitare nel nostro tempo, carico di sfide, ma guidato dalla provvidenza, un tempo da vivere e nel quale essere associazione diventa una grande opportunità per ribadire il valore delle relazioni, dei legami e delle alleanze. Un oggi della storia che ci chiede di essere ponte nel presente e ponte sul futuro.
Mi pare che oggi sia il tempo di rilanciare, di acquistare nuova spinta, con coraggio, creatività e fiducia, per rispondere alle attese di bene di coloro insieme a cui camminiamo nel mondo, per essere all’altezza della nostra storia e delle aperture di credito con cui molti guardano a noi. È il momento di lasciare un po’ di titubanze e timidezze, rispolverando l’ardore e la generosità, ma forse anche quel pizzico di giovanile sfrontatezza, con cui centocinquant’anni fa Mario Fani e Giovanni Acquaderni decisero di mettersi insieme a un gruppetto di altri giovani e ad alcuni amici sacerdoti per gettare il seme buono del Vangelo dentro le zolle del proprio tempo.

Buon cammino a tutti noi!

Matteo Truffelli


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