Progetto Mean: in missione di pace a Kiev

L’11 luglio 2022 appuntamento a Kiev per portare in salvo chi cerca di fuggire dalla guerra e non può farlo. In particolare, i sofferenti psichici. È l’obiettivo del progetto Mean-Movimento europeo di azione nonviolenta promosso dall’Alleanza per un nuovo welfare

La società civile italiana riunita nell’Alleanza per un nuovo welfare di cui l’Azione cattolica è componente, con la sempre più convinta e partecipata adesione di altre associazioni ed enti impegnati nella costruzione della pace e della coesione sociale, ha di recente proposto un progetto concreto di pacificazione ed aiuti umanitari per l’Ucraina che porta il nome di Movimento europeo di azione nonviolenta (Mean).

Come sappiamo bene, mentre nelle prime fasi della guerra la popolazione ucraina ha potuto opporre resistenza sia con le armi del suo esercito che con numerose manifestazioni di non violenza, con le quali le popolazioni armate unicamente di una bandiera nazionale hanno costretto i carri armati russi ad arretrare, ultimamente l’assassinio e torture in massa dei civili costringono migliaia di persone a rimanere nascoste nei rifugi, nelle chiese, nei teatri, terrorizzate e in assenza di cibo, acqua e medicinali.

Di fronte a questa escalation di barbarie, la proposta Mean è che il Governo italiano, contando sulla immediata disponibilità di migliaia di civili, decida di sostenere una massiccia operazione di Nonviolenza in Ucraina, avviando, di concerto con la diplomazia europea, una grande operazione umanitaria e di difesa nonviolenta nei luoghi del conflitto. In sostanza, dopo diversi incontri e colloqui anche con le associazioni della società civile ucraina, si è deciso di ritrovarsi a Kiev per un’azione di pace la mattina dell’11 luglio 2022, nel giorno della festa di San Benedetto, patrono d’Europa (le modalità organizzative saranno comunicate al più presto agli iscritti). L’iniziativa sarà realizzata solo a condizione di raggiungere i 5.000 partecipanti.

Naturalmente i promotori Mean sono consapevoli che l’ingresso di una massa critica di civili in una zona di guerra può avere anche dannose conseguenze indesiderate. Per questo, la pianificazione dell’azione non violenta presterà la massima attenzione a non mettere in pericolo, direttamente o indirettamente, i civili ucraini e a non mettere a dura prova le loro limitate risorse.

Lo scopo dell’azione nonviolenta Mean sarà concentrato unicamente nel tentare di mettere in salvo, in territorio europeo, le migliaia di persone che in Ucraina oggi vorrebbero allontanarsi dal conflitto ma non ne hanno i mezzi e le occasioni. In particolare, Mean punta alla liberazione e tutela dei sofferenti psichici che oggi sono intrappolati nelle decine di ospedali psichiatrici ucraini.

Pur comprendendo la resistenza armata degli ucraini e non volendo sminuire con questa azione il lavoro diplomatico che gli Stati europei stanno mettendo in atto in questi giorni così difficili ed angoscianti, Mean intende affermare la possibilità che si debba aggiungere una terza via di intervento nel conflitto in corso, quella via che può arrivare dalla società civile, pronta a marciare in massa ed in modo nonviolento a favore della nazione aggredita.

Clicca QUI per iscriversi e partecipare all’appuntamento a Kiev del 11 luglio 2022.

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Redazione

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