"Portati alla luce i drammi dei luoghi di lavoro"

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La riflessione di Giuseppe Patta, segretario Mlac

La tragedia del terremoto che ha colpito l'Emilia ci riconsegna immagini purtroppo già viste: sono le vite spezzate di persone innocenti, sono i loro sogni infranti da una sciagura che non si può prevedere.

Soprattutto, ci lascia attoniti ed con uno strano senso di impotenza.
Nicola Cavicchi, Leonardo Ansaloni, Gerardo Cesaro e Naouch Tarik sono i quattro lavoratori schiacciati dalla propria struttura. Ho ritenuto opportuno riportare i loro nomi, come se fosse un atto dovuto, quasi in onore (passatemi l'espressione) di queste quattro vite spezzate durante il turno d lavoro.

Questo è il momento del silenzio, che è giusto rispettare.
Tuttavia, passata l'emozione, sarà bene formulare alcuni interrogativi sul perchè queste persone fossero a lavoro a notte fonda oppure, ancora, occorrerà sollecitare un aggiornamento della mappatura di tutti i capannoni ed, in generale, dei vari posti di lavoro situati in zone a rischio sismico: certe sciagure forse non possono essere evitate, ma certamente è possibile quantomeno limitarle.