Lavoro, mercato e formazione. Su “Dialoghi” n.3/2014

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«La riflessione sul rilancio del lavoro in Italia – nel contesto europeo di Youth Guarantee, di Horizon 2020 – si accompagna alla necessità di pensare e ripensare al nesso tra formazione e lavoro. In questa direzione si colloca la discussione sul cosiddetto Job Act e il documento La buona scuola che vuole rilanciare il dibattito sull’istruzione scolastica. In esso, ad esempio, si trova un capitolo dedicato in modo esplicito a un rilancio della connessione scuola-lavoro, il cui titolo è proprio «fondata sul lavoro». Vi si legge: «Dobbiamo rendere la scuola la più efficace politica strutturale a nostra disposizione contro la disoccupazione». In che modo? Le strade percorribili paiono due: «da una parte, raccordare più strettamente scopi e metodi della scuola con il mondo del lavoro e dell’impresa; dall’altra, affiancare al sapere il saper fare, partendo dai laboratori» rafforzando i progetti di alternanza scuola-lavoro, sostenendo progetti di «imprese formative strumentali», facilitando l’apprendistato, collaborando con le imprese. Ora, senza entrare nel merito delle proposte, questo documento è un importante riferimento per comprendere qual è la sensibilità presente nel dibattito politico: la disoccupazione si combatte con la formazione, non si possono pensare investimenti sul lavoro senza legarli strettamente alla scuola».

È un passaggio dell’Introduzione al dossier “Lavoro, mercato e formazione” curato da Ilaria Vellani e pubblicato in Dialoghi n. 3/2014, il trimestrale promosso dall’Ac in collaborazione con l’Istituto “Vittorio Bachelet” e con l’Istituto “Paolo VI”. Gli scritti sono di: Sandro Antoniazzi, Lorenzo Caselli, Michele Colasanto, Simona Loperte, Andrea Michieli, Livio Pescia.

La rivista si apre con l’Editoriale di Luigi Alici intitolato Quanto vale una vita umana? A proposito di quanto sta accadendo nel presunto califfato guidato da Abu Bakr al-Baghdadi, «vorrebbero farci credere che si tratta di una guerra di religione: in realtà siamo dinanzi a una brutale provocazione politica, che usa la fede in Dio - scrive Alici -  come copertura ideologica per un’operazione di pulizia etnica in grande stile. I criminali dell’Isis non sono fedeli musulmani, ma fanatici sanguinari: una religione senza pietas non può esistere, è una contraddizione in termini».

Segue il “Primo Piano” con gli articoli di Fabio Bordignon-Luigi Ceccarini, dedicato al risultato delle ultime elezioni europee e al significato italiano di tale voto, di Mario Brutti, sui risultati non proprio esaltanti del Rapporto sulla classe dirigente in Italia.

Nella sezione “Eventi e Idee” troviamo l’articolo di Fabio Zavattaro, sul viaggio di papa Francesco in Corea e le prospettive della Chiesa in estremo Oriente, e di Alberto Monticone, sui cattolici italiani e la Grande Guerra.

Seguono le recensioni della sezione “Il libro e i libri” con articoli di Andrea Dessardo, Lorenzo Gianfelici, Fabio Mazzocchio, Luciano Pace.

Il “Profilo” di questo numero è dedicato al poeta Mario Luzi. A cent’anni dalla sua nascita, Fabio Ciceroni ne traccia l’impegno civile