Dialoghi e "il futuro della primavera araba"

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Fresco di stampa, Dialoghi 4/2012. I contenuti del XXXII Convegno Bachelet, il Sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione, il governo Monti, la crisi del cinema italiano, la Rete e la fede e molto altro ancora.

«Il governo Monti ci ha dato una lezione di stile e un contributo sul piano del metodo, ma è palese che c’è tantissimo da ricostruire, facendo ricorso alle riserve di vitalità che ancora possediamo, anche se facciamo difficoltà a rileggerle nel contesto tumultuoso in cui ci troviamo. E qui veramente la politica dovrebbe giocare un ruolo fondamentale. L’esperienza del governo Monti ci fa capire che è possibile ragionare in questa ottica, al cui interno si potranno anche perseguire soluzioni concrete differenti da quelle adottate in una condizione di stato di necessità». Così Mario Brutti nell’Editoriale che apre il numero 4/2012 di Dialoghi la rivista trimestrale promossa dall’Azione Cattolica Italiana in collaborazione con l’Istituto “Vittorio Bachelet” e con l’Istituto “Paolo”.

Anche questa volta, ricco e attualissimo il “Dossier” proposto «Quale futuro per la primavera araba?», che raccoglie e valorizza i principali contributi forniti al XXXII Convegno Bachelet sul tema «Italia ed Europa nel nuovo contesto mediterraneo: cooperazione e dialogo per lo sviluppo dei popoli nordafricani». I testi sono di Khaled Fouad Allam, Giuseppe Cataldi, Francesca Maria Corrao, Rafic A. Greiche, Joseph Mifsud, Giancarlo Perego, Andrea Riccardi e Gian Candido De Martin, che così scrive: «La primavera araba è forse un punto di non ritorno, almeno rispetto all’uso della religione come base politica. Si può in effetti rilevare un qualche aspetto positivo negli assestamenti sociali in corso in questi paesi, dai quali tra l’altro non fuggono più migliaia di migranti, come nelle prime fasi post-dittatoriali. Si sta consolidando, sia pure in modo diversificato, una componente maggioritaria moderata di matrice islamica, che potrebbe prevalere sui «pregiudizi arabi», con un effettivo progresso nella garanzia dei diritti di tutti».

Nella sezione “Primo Piano” troviamo l’articolo di Franco Miano, presidente nazionale dell’Ac, dedicato al recente Sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione, e del gesuita Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica, dedicato alla Rete come risorsa di senso.

Nella sezione “Eventi e Idee” i contributi dell’economista Vera Negri Zamagni su famiglia e lavoro, oltre la crisi; del critico Enzo Natta su la “crisi” di idee che attraversa il cinema italiano; Ilaria Vellani sul recente convegno «Popolo e popoli» promosso dall’Istituto “Italo Mancini” di Urbino.

Seguono le recensioni della sezione “Il libro e i libri” con articoli di Andrea Dessardo, Pierpaolo Parma, Paolo Boschini e Fabio Zavattaro. Il “Profilo” di questo numero è dedicato al filosofo Jacques Maritain ed è curato da Giovanni Grandi.