Per la guerra abbiamo perso le parole

Continuano le iniziative rispetto all’emergenza bellica in Ucraina. Il contributo dell’Ac di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti

Anche noi, come Ac di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, ci siamo dati da fare con iniziative di accoglienza e di solidarietà rispetto all’emergenza bellica in Ucraina, all’orrore di una guerra che non riesce ancora a trovare la parola fine. 

Come Azione cattolica diocesana ci siamo anzitutto attenuti alle indicazioni della Caritas diocesana, sollecitando le persone a donare contributi economici. Come accoglienza concreta, nelle strutture diocesane messe a disposizione ancora non sono giunte famiglie ucraine. Come gesti simbolici sono stati realizzati diversi momenti di preghiera per la pace, attraverso le Ac parrocchiali e a partire dal mercoledì delle Ceneri, sia per pregare affinché possa arrivare presto il “cessate il fuoco” delle armi, delle bombe, dell’orrore e delle discriminazioni, sia come gesto concreto di impegno verso la pace, verso il dialogo e verso l’ascolto nell’intero territorio, a partire dai propri luoghi che ognuno abita quotidianamente.

In particolare abbiamo realizzato un concerto per la pace giovedì 7 aprile a Solopaca; a Cusano Mutri, una Via Crucis per la pace e per l’ambiente, organizzata dai giovani delle Ac di Cusano Mutri e di Civitella Licinio, la domenica delle Palme; a Cerreto Sannita è stata organizzata una cena pasquale ebraica martedì 12 aprile, focalizzando l’attenzione sulle persecuzioni e sulle discriminazioni che nascono anche a causa dei conflitti armati.

C’è stata, durante la cena, la testimonianza di una famiglia afghana, ospite della Caritas diocesana, che è riuscita a fuggire lo scorso settembre; a Frasso Telesino, insieme al Comune e alle 2 parrocchie, venerdì 15 aprile è stato benedetto un albero di ulivo addobbato con i colori della pace, presentando alla comunità i fratelli e le sorelle ucraine arrivate. Infine, come Ac diocesana, oltre a dedicare un nostro appuntamento unitario sull’importanza e sul valore delle parole nella nostra vita sul termine “pace” (il percorso formativo e spirituale unitario, quest’anno, s’è prefissato di riscoprire il significato delle parole “per la costruzione di un alfabeto comune”, quello dell’Amore e della Fraternità, motivo per cui abbiamo intitolato questi appuntamenti, erano 3, Ho perso le parole), abbiamo proposto e suggerito alle Ac parrocchiali di porre un segno simbolico per la pace e contro ogni forma di guerra e violenza durante le veglie del giovedì Santo.

Autore articolo

Giovanni Pio Marenna