Con passione, nella vita di ogni giorno

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di Gianni Di Santo - I duecento assistenti che sono approdati in una settimana di pioggia e freddo alla Domus Pacis a Roma, per incontrarsi e aggiornarsi in «un tempo sbandato e benedetto da Dio», direbbe Ivano Fossati, hanno il volto delle periferie esistenziali, di una Chiesa in uscita dove il tempo dello spirito e dell’anima viene condiviso con il tempo della vita. Sono qui per “saperne” di più su un’Azione cattolica anch’essa in uscita dai recinti ecclesiali dove fino ad adesso, molti, l’avevano pensata rinchiusa, pronta a rincorrere «le inquietudini della vita» (Matteo Truffelli) ma non perdendo mai lo sguardo rivolto al Signore.

Già, le parrocchie. Le associazioni, gli impegni diocesani, gli incontri tra generazioni, insomma la vita e la fede. Tutto sembra cambiare, e c’è bisogno di tenere la bussola dritta, per non cadere nella tentazione di lasciar perdere o, peggio, di eccedere in “burocrazia” ecclesiale. Mons. Mansueto Bianchi, assistente ecclesiastico generale di Ac, lo dice subito: rispetto a un mondo che cambia, bisogna riservare la giusta attenzione al discernimento personale, e poi comunitario, e tanta infinita pazienza rispetto ai tempi che viviamo. Discernimento e pazienza come anticamera della buona battaglia che sa incontrare il cambiamento generato nel cuore degli uomini e la passione per il destino delle nostre città e territori.

Un tempo difficile, certo. Ma bellissimo. Con una guida d’eccezione: papa Francesco. Dove la rigida divisione prete-laico sembra, per fortuna, infrangersi lungo le vie della ferialità della vita. Qui, e non altrove, avviene il primo incontro. Qui, e non da altra parte, continua la promessa di Dio ai suoi figli: «starò con voi. Non abbiate paura». E allora, per i laici, questo è un tempo forte dove il contributo loro richiesto è caratterizzante per una vita felice e sobria, accompagnata da una passione per la Chiesa che non ammette ostacoli o turbolenze.

Per Matteo Truffelli, presidente nazionale di Ac, si pongono tre declinazioni per la laicità: la passione per il mondo, la passione per le culture del nostro tempo e infine, la passione per la vita feriale delle persone. I laici, in fondo, sono ponte tra la chiesa e il mondo. E dovrebbero trovare nella vita spirituale la chiave di volta per tenere quel ponte unito, forte, resistente alle scosse. Una spiritualità laicale da tenere sempre viva, qualche volta inquieta, incline al dubbio, ma pronta a essere offerta come pietra angolare dove costruire la Chiesa di domani.

E i preti? Docile accompagnatori di questa spiritualità aperta al mondo e alle domande di senso che esso genera.

«Su questo sfondo – è l’indicazione di mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei ­– cala dirompente la proposta di papa Francesco, che a più riprese sottolinea per la Chiesa la necessità di passare da una pastorale di semplice conservazione a una pastorale decisamente missionaria. È una proposta esigente, che domanda di saper riconoscere come anche nei deserti della società ci siano molti segni della “sete di Dio”, e rispetto ai quali c’è bisogno di persone di speranza (EG 86). Domanda, soprattutto – e qui torniamo con forza a noi – un improrogabile rinnovamento ecclesiale, che passa dal far crescere la coscienza dell’identità e della missione del laico nella Chiesa».

Che “profezia” può venire oggi dall’Azione cattolica per aiutare la nostra Chiesa ad assumere questo spirito? «Credo – continua Galantino – che la profezia dell’Ac stia nella sua capacità di sentire con la Chiesa e quindi di affiancare le persone per offrire loro la possibilità di condividere un viaggio interiore, attraverso l’esperienza della formazione globale, della ricerca spirituale, dell’ascolto, della testimonianza che – dentro la realtà terrena – sa spendersi con quella “spiritualità del quotidiano” che trasforma, motiva, dona fiducia».

Per questo cammino la parrocchia rimane un “luogo” rispondente, per nulla superato. Le trasformazioni sociali di oggi e il diverso modo di vivere delle persone richiedono certamente un ripensamento del suo progetto pastorale. La parrocchia deve però restare il luogo in cui si sperimenta un legame interiore, concreto e impegnativo con la Chiesa, il luogo del servizio, dell’impegno; è luogo da abitare scegliendo di porsi a fianco delle persone, di farsi carico delle loro storie, delle loro fatiche e delle loro attese.

Un’Azione cattolica animata da una sana passione ecclesiale permetterà alle persone di oggi di sperimentare la bellezza della vita cristiana.

È tutto qui il senso di questo incontro per gli assistenti di Ac. I loro occhi ci dicono che porteranno a casa questo impegno, per incontrare lì, nei nostri territori dove viviamo, bellezza e vita, felicità e tenerezza.