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Passare per crescere. La partita è da giocare

Tra Sacrofano e Roma, i tre giorni del Convegno nazionale degli educatori Acr (9-11 dicembre). I riti di passaggio nella vita dei ragazzi e quale sostegno e accompagnamento possiamo dare loro. Sapendo che crescere (ed educare a crescere) è sempre più complicato, travolti spesso da eccessi di “liberismo” o “proibizionismo”, diseducativi quanto scellerati

Non c’è scampo. Quando si viene al mondo, la sfida più grade che ci attende, che mai ci darà tregua e le cui conseguenze ci porteremo nella tomba, è quella del crescere. Dall’infanzia all’età adulta, e anche oltre, attraverseremo, inevitabilmente e non senza difficoltà di ogni sorta, un costante cambiamento, accompagnato da un continuo adeguamento a esigenze personali, familiari e sociali; alla ricerca di un sé che ci rende unici, ma che spesso ha i connotati dell’araba fenice. Un sé tutt’altro che affermato e soddisfatto dei propri infiniti quanto incerti punti di arrivo.

La vita: una sfida fatta di “passaggi” per divenire e andare oltre

Perché – diciamocelo – nella vita non c’è un arrivo, un fine corsa (se non quello ultimo), ma tanti passaggi, passaggi per crescere, per di-venire e andare oltre, in modo evolutivo (possibilmente), senza arresti o rinunce traumatiche. Passaggi di vita che vanno garantiti e protetti. Insieme ai riti e alle consuetudini che li accompagnano di generazione in generazione. Perché ogni rito ha i suoi simboli e i suoi significati, i suoi gesti e le sue parole. Soprattutto, senza “blocchi patologici”, che nel caso di bambini e ragazzi può voler dire condannarli a eccessi di “liberalismo” o “proibizionismo”, o ad un cocktail di entrambi, diseducativi quanto scellerati, poiché di fatto neutralizzano creatività e crescita, rendendo infruttuose le loro esperienze quando non addirittura pericolose.

Crescere riguarda tutti non solo i bambini

Passare per crescere” è dunque non solo il felice titolo per il Convegno degli educatori Acr, il claim contro le infanzie iperprotette e le adolescenze mal tollerate, contro i genitori-agenda modello “il mio bambino fa tutto”, prodromi di adolescenti smarriti con ansie da prestazione, ma un appello per un impegno chiesto ai più grandi, giovani e adulti, non solo a mamma e papà. Un appello a porre attenzione – sottolinea Annamaria Bongio, responsabile nazionale dell’Acr – su «come i bambini e i ragazzi vivono i passaggi di vita, quali riti di passaggio li traghettano nell’affrontarli, e come gli educatori possono accompagnare, sostenere e preparare il terreno per permettere loro di viverli al meglio e in profondità, perché siano per loro una vera occasione di “passare per crescere”». «Specialmente in un tempo in cui – aggiunge Bongio – la preziosità dei riti di passaggio è venuta meno e con essi il coraggio della crescita e della progettazione futura, risulta fondamentale fermarsi e chiedersi come possiamo noi giovani e adulti essere accompagnatori fidati su cui i ragazzi possono contare».

La lezione da non dimenticare

A Sacrofano (Fraterna Domus) e a Roma (Pontificia Università Lateranense), da oggi a domenica 11 dicembre, oltre 500 educatori Acr provenienti da tutte le diocesi d’Italia si confronteranno con l’aiuto di psicologi e psicoterapeuti, pedagogisti e teologi su i riti di passaggio nella vita dei ragazzi, attraverso tre mini convegni di approfondimento: Passare per credere: i passaggi nella vita di fede dei ragazzi;Passare insieme: i passaggi e i riti vissuti insieme alla comunità; Passare per crescere: i passaggi nella costruzione della propria identità. Illuminati dalla consapevolezza che «i bambini sono in sé stessi una ricchezza per l’umanità e anche per la Chiesa, perché ci richiamano costantemente alla condizione necessaria per entrare nel Regno di Dio: quella di non considerarci autosufficienti, ma bisognosi di aiuto, di amore, di perdono. E tutti, siamo bisognosi di aiuto, d’amore e di perdono!» (Francesco, Udienza, 18 marzo 2015).

Il segreto è nel gioco di squadra

La parola “passaggio” si collega, non da ultimo, al tema dei “giochi di squadra”. «Ambientazione che l’Acr ha scelto per accompagnare quest’anno il cammino di fede dei bambini e dei ragazzi», ricorda Maurizio Tibaldi, vice responsabile nazionale dell’Acr. Per gli sport di squadra, si sa, il passaggio è del resto un elemento costitutivo, una dinamica necessaria, senza la quale non c’è gioco. «“Passare per crescere” – sottolinea Tibaldi – punta proprio a questo: nella crescita di ciascuno ci sono dei momenti di “transito” e di “attraversamento” e crescere significa affrontarli senza fuggire, sapendo che pur essendo una sfida faticosa e talvolta complicata, è la via nuova e unica che permette a ciascuno di maturare e camminare verso la forma più bella e autentica di sé».

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