Tocca a voi giovani dare gambe e braccia alla speranza

Ora però non fermatevi

Versione stampabileVersione stampabile

di Tony Drazza*-  Gli acidi commenti di qualche adulto e la prontissima creazione di “fake” sulla grande manifestazione sull’ambiente del 15 marzo scorso, le possiamo considerare come le più grandi attestazioni di stima. Sì, perché spesso quando qualcosa vale molto e ci rendiamo conto che è davvero molto bello, la prima cosa che ci viene in mente è di boicottarla, di renderla ridicola, di far vedere che poi non c’è tutto l’impegno che si sta raccontando. Ecco allora le fotografie dei rifiuti fatti alle manifestazioni, le domande ai giovani, che hanno preso parte alle manifestazioni in tutto il mondo, solo per renderli ridicoli agli occhi di tutti. Che ci possiamo fare: siamo fatti così. Non riusciamo a capire la portata grande e direi anche “storica” di alcuni eventi. Nei giorni successivi ho pensato molto al perché della manifestazione. La risposta è molto semplice e si trova proprio nell’hastag: è per il futuro. Per il loro futuro certo. Interessarsi ai temi ambientali non è solo questione per l’oggi, per i nostri giorni, ma è soprattutto l’attenzione al mondo che verrà e che sarà. Chi meglio se non i ragazzi e i giovani possono parlare di futuro? Allora ecco spiegato l’impegno e il coinvolgimento globale di questi giorni.
Greta Thunberg che ha 16 anni e una passione smisurata per la vita nei giorni precedenti ha detto questo: «Abbiamo bisogno della speranza, certamente. Ma più ancora della speranza, ci serve l’azione. Quando inizieremo ad agire, troveremo ovunque motivi per sperare. Quindi, invece di affidarci alla speranza, dedichiamoci all’azione».
Ecco allora spiegato il titolo di questo articolo: ora però non fermatevi. Non è più possibile far finta di niente. Vi siete fatti coinvolgere e avete rinunciato ad un giorno di scuola (e io sono certo che la maggior parte di voi salta la scuola per cose importanti), per far sentire la vostra voce e la vostra fermezza, nel mettere le mani per custodire il pianeta. Ora tocca a voi. Ora tocca a voi dare gambe e braccia perché la speranza non rimanga soltanto una specie di desiderio bello del cuore. Ora tocca a voi continuare questa attenzione che avete dimostrato durante la manifestazione di venerdì scorso. Avrete solo grandi montagne da scalare. Qualcuno continuerà a consideravi solo dei “nativi digitali” mettendo dentro le più grandi offese per la vostra giovane vita, come se “nativi digitali” avesse come significato “quelli con lo smartphone sempre in mano a fare niente”.
Ora tocca voi passare dalla manifestazione nelle piazze, dalla speranza appunto, all’azione nelle strade e nei luoghi belli dei vostri paesi. Provate a creare i Venerdì del futuro, con incontri, approfondimenti, azioni concrete nei vostri territori; coinvolgete le scuole, parlate con i dirigenti scolastici, con i vostri sindaci. Mettete nel cuore di tutti il pensiero che la vita del nostro pianeta dipende da noi, dalle nostre scelte e dalle nostre piccole azioni quotidiane.
Ora non potete fermarvi. Non potete cedere sotto i giudizi acidi degli adulti scontenti. Usate per i vostri Venerdì del futuro tutte le conoscenze della rete che avete, moltiplicate la bellezza usando i social. Il 15 marzo 2019 una data che sarà segnata in rosso nel calendario delle date importanti della nostra vita, sarà cerchiata perché da quel venerdì si parte per il futuro.

*Assistente nazionale dei giovani di Azione cattolica. Articolo pubblicato anche su «Avvenire» del 20 marzo 2019