Consiglio nazionale di AC – Domus Mariae, 13-14 maggio 2017

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Carissimi, “stringendovi a Cristo nell’unità con il legame della carità”, avete preso parte all’opera di discernimento comunitario che il Consiglio nazionale di AC è chiamato a compiere all’inizio del triennio. Facendo dialogare nella preghiera mente e cuore, mi avete confidato non solo le vostre intenzioni di voto, ma anche il vostro desiderio di enucleare in passi concreti quanto emerso dai lavori dell’Assemblea nazionale nei suoi diversi momenti. Nell’accordo delle voci ho inteso il respiro dello Spirito santo, che chiede all’Associazione di AC di lasciarsi condurre al largo. Le risposte pervenute, molto argomentate e motivate, costituiscono il frutto maturo di un’intensa riflessione accreditata da una forte passione ecclesiale. Quello che più mi ha sorpreso è il fatto che non si è verificata una dispersione di voti, come di solito si registra alla prima consultazione, ma un’ampia convergenza sulla necessità di avviare e accompagnare processi e percorsi di rinnovamento dell’Associazione.

Ora ci apprestiamo a compiere, rimanendo aperti al dialogo e al confronto, un passaggio delicato: indicare i nomi da inserire nella terna da sottoporre al Consiglio permanente della CEI. Questa opera di discernimento comunitario si colloca all’inizio di un cammino triennale che si annuncia pieno di novità e di possibilità per il servizio che l’Azione Cattolica Italiana può offrire, anzi, deve assicurare. La forte sollecitazione giunta da Papa Francesco, attraverso i suoi interventi, richiama l’intera Associazione ad essere più incisiva, facendo “memoria del futuro”, sia nel contesto ecclesiale sia in quello sociale e civile.

In una logica di continuità, che non rinuncia a sviluppare senz’indugio il processo di rinnovamento, avete indicato in modo plebiscitario l’esigenza di confermare il prof. Matteo Truffelli alla Presidenza nazionale. Le motivazioni di questo orientamento sono molteplici: la sua predisposizione all’ascolto attento, orientata a sintetizzare, intercettare e valorizzare ciò che di buono abita ciascuna persona e situazione; la sua intelligente capacità di equilibrio, con una cura costante del lavoro d’insieme; la sua disponibilità al confronto con competenza e umiltà, con spessore culturale e passione ecclesiale; la sua chiara attitudine alla progettazione e alla collaborazione; la sua sensibilità umana e la sua testimonianza di vita familiare.  

Dalle informazioni raccolte ho registrato una larga convergenza nel sottolineare la necessità di segnalare dei candidati disposti a investire, con coraggio e intelligenza, le loro energie di mente e di cuore per aiutare l’Associazione a scrivere una nuova pagina della sua storia. Vi sottopongo un resoconto ordinato di quanto avete condiviso: ho ricevuto 46 risposte alla mia lettera del 3 maggio scorso, di cui 40 dai consiglieri e 6 dai membri della Presidenza uscente. Hanno ottenuto voti: Matteo Truffelli 44; Giuseppe Notarstefano 22; Maria Grazia Vergari 16; Pierpaolo Triani 13; Valentina Soncini 6; Anna Teresa Borrelli, Chiara Finocchietti e Giovanni Grandi 5; Paolo Trionfini 3; Pina De Simone e Michele Tridente 2; Chiara Benciolini, Lucia Colombo, Beatrice Draghetti, Marco Iasevoli, Angela Paparella e Lucio Turra 1.  

Carissimi amici, devo confidarvi che in questi giorni sono stato edificato dallo stile sinodale che ha dato voce alla sintonia dei vostri cuori. Adesso siete chiamati a consegnarmi la terna che vorrete presentare al Consiglio permanente della CEI. Il Signore, che tutto dispone, ci invita a compiere questo importante passaggio nel giorno in cui il calendario liturgico ci sollecita a meditare la pagina degli Atti dove si legge che, nella fedeltà al mandato ricevuto da Gesù, gli Undici, fra l’Ascensione e la Pentecoste, integrano il loro numero con l’elezione di Mattia (cf. At 1,15-26). Nella Chiesa di Gerusalemme furono due ad essere proposti dalla comunità e poi tirati a sorte: “Giuseppe detto Barsabba, soprannominato Giusto, e Mattia” (At l,23). Proprio quest’ultimo fu il prescelto, così che “fu associato agli undici apostoli” (At 1,26). Questa pagina degli Atti mostra, con sorprendente chiarezza, che la preghiera è il presupposto della concordia e, al tempo stesso, che la volontà di Dio passa sempre attraverso le mediazioni umane.

La Vergine Maria, che ha “presidiato” il Collegio apostolico con tenerezza materna, ci ottenga dal Figlio suo, “che conosce il cuore di tutti”, di portare a compimento la nostra opera di discernimento comunitario.