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Quinto anniversario della beatificazione

Teresio Olivelli, ribelle per amore

Il 3 febbraio 2023 ricorre il quinto anniversario della beatificazione di Teresio Olivelli. Ricordiamo la figura di un uomo che ha protetto con amore i suoi compagni, vittime sul campo di battaglia e nei lager di una violenza brutale e ingiustificata

Don Primo Mazzolari ha scritto che «Teresio Olivelli è stato lo spirito più cristiano del nostro secondo Risorgimento», mentre padre David Maria Turoldo lo ha indicato come «la persona forse più intelligente che io abbia mai conosciuto».
Quanti, sin da piccoli, sono cresciuti in un sistema totalitario, hanno subìto un costante e pesante condizionamento ideologico: nella scuola, nel tempo libero, sul lavoro. La stampa, la cultura, la radio, l’arte, lo sport, il cinema sono stati gli strumenti utilizzati dai vari regimi per diffondere il proprio verbo. Accanto a ciò non va dimenticata l’opera di repressione che nei sistemi totalitari ha colpito tutti coloro che, in qualche modo, osavano mettere in discussione i pilastri ideologici del totalitarismo al potere. La fabbrica del consenso, funzionando a pieno ritmo e mettendo a tacere ogni voce critica, ha creato ampie masse di ubbidienti esecutori degli ordini e significativi gruppi di fanatici servitori dell’ideologia dominante. Questo è accaduto anche in Italia nel ventennio fascista. Intere generazioni sono cresciute in un ambiente intriso di fascismo e sono state educate secondo i dettami di tale ideologia.
Tra i tanti giovani cresciuti negli anni del fascismo si pone certamente anche Teresio Olivelli. L’attiva partecipazione all’attività dell’Azione Cattolica e della Fuci non gli ha impedito di immergersi convintamente fin nel cuore del fascismo, cui ha fatto seguito la scelta di arruolarsi volontario per combattere sul fronte russo. Qui ha constatato di persona la devastazione materiale, morale ed umana causata dalla folle politica fascista.

La ribellione ai soprusi, alle angherie e alle brutalità

Una volta ritornato in patria nell’autunno del 1943, ha partecipato alla Resistenza contro il nazifascismo, diventando “ribelle per amore” nelle file delle Fiamme Verdi. Ciò è avvenuto grazie all’incontro con persone e ambienti, a Brescia e a Milano, che gli hanno permesso di tagliare nettamente con le proprie precedenti posizioni e di impegnarsi a fondo nell’opposizione al nazifascismo. Sua la famosa “Preghiera del Ribelle”, che rappresentò un grande sostegno per quanti nella clandestinità erano impegnati nella lotta per la libertà.

La sua “ribellione per amore” non riguarda solo la partecipazione alla Resistenza, ma anche la ribellione ai soprusi, alle angherie e alle brutalità nelle carceri e nei lager in cui è stato detenuto, dal carcere di san Vittore a Milano al campo di concentramento di Fossoli, dal lager di Bolzano fino a quelli di Flossembürg e a Hersbruck. In questi luoghi di dolore, di sofferenza e di morte Olivelli si dedica completamente ai suoi compagni di prigionia: è accanto ai malati, ai moribondi, a quanti sono sfiniti psicologicamente, a quelli che non reggono più il peso di quella situazione.
Aiuta tutti coloro che ne hanno bisogno, anche a rischio della propria incolumità. In questi luoghi di male assoluto e di dolore estremo, Olivelli è piegato su quanti stanno morendo senza nessuno vicino. In queste persone vede il volto di Cristo e nel servizio a loro realizza il senso ultimo della propria vita. Tra le braccia di Olivelli morirà a Flossembürg anche Odoardo Focherini.

Un “uomo per gli altri”

Olivelli, nei lager in cui è stato detenuto, è stato pienamente un “uomo per gli altri”, per usare un’immagine cara al grande martire di Flossembürg, Dietrich Bonhoeffer . Il Dio di Gesù Cristo è stato pienamente anche per Olivelli, come lo era per Bonhoeffer, il Dio dell’essere “per gli altri”, che cammina sulle strade degli uomini, che aiuta e serve, che condivide, che si schiera con i perseguitati e con gli oltraggiati. Il 31 dicembre 1944, in un’ultima, estrema, ribellione per amore, mentre tenta di difendere un giovane picchiato ferocemente da un kapò, Olivelli riceve un bestiale calcio allo stomaco. Sul suo corpo martoriato, questa ennesima violenza produce un effetto devastante. Trasportato in infermeria, vi trascorre due settimane in agonia. Muore nella notte fra il 16 e il 17 gennaio 1945. Aveva solo 29 anni. 
È l’immolazione definitiva, il sacrificio supremo. Olivelli ha così compiuto pienamente il senso della propria vita.

A Vigevano, “In cammino con Teresio Olivelli

La Diocesi di Vigevano con il patrocinio del Comune di Vigevano e della Fondazione di Piacenza e di Vigevano, e la collaborazione dell’Azione Cattolica di Vigevano, della Società Storica Vigevanese, della sezione Alpini di Milano, dell’Associazione Allievi del liceo “Cairoli” (frequentato da Olivelli), del Gruppo Alpini di Mortara-Vigevano, ha organizzato una serie di iniziative per ricordare i cinque anni dalla beatificazione di Teresio Olivelli, avvenuta il 3 febbraio 2018.
In particolare, Anselmo Palini, autore del libro Teresio Olivelli. Ribelle per amore (Editrice AVE), è stato invitato dalla Diocesi di Vigevano, venerdì 3 febbraio ore 18,00, presso l’Auditorium San Dionigi, piazza Martiri della Liberazione, a presentare il libro che tanto successo ha avuto. Nella mattinata di venerdì 3 febbraio, Palini presenterà la figura di Teresio Olivelli anche ad alcune classi del Liceo “Cairoli”. Domenica 5 febbraio 2023 alle ore 18,00, in cattedrale, si terrà la solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Maurizio Gervasoni, vescovo di Vigevano.

Il dovere della memoria e l’impegno dell’Editrice AVE

Mantenere viva la memoria non solo è giusto, è un dovere. Uno dei modi per farlo è continuare a raccontare la Storia e le storie. Per non lasciare che orrori come quello dell’Olocausto abbiano a ripetersi mai più.
L’Editrice Ave ha provato in questi anni ad offrire il proprio contributo pubblicando storie esemplari di persone che hanno testimoniato, e spesso pagato, con la vita i valori non negoziabili di pace, giustizia, non violenza. Per difendere quel bene prezioso e irrinunciabile che è la dignità di ogni uomo e donna. Qui il Link alle pubblicazioni AVE sul tema.

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