Ho un popolo numeroso in questa città. XVII Assemblea nazionale - 25 aprile - 2 maggio 2021

A Pavia un progetto di solidarietà collettiva per l’emergenza Covid

Nessuno si salva da solo

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di Paolo Montagna* - È passato un anno dall’inizio dell’incubo che ancora tutti stiamo vivendo. E l’immagine simbolicamente più intensa rimane certamente quella del papa, piccolo e solo sotto nubi nere e pioggia scrosciante, di fronte a una piazza San Pietro desolatamente vuota e mai così piena di umanità, stretta tutta in un unico immenso abbraccio. E in quella serata del 27 marzo che rimarrà nella storia e nel cuore di tutti noi risuonavano le parole solenni sussurrate con un filo di voce da Francesco: «Nessuno si salva da solo».

Da quelle poche parole, così semplici e chiare, ha preso forma un’iniziativa che all’inizio sembrava pura utopia di qualche sognatore, e che invece un anno dopo è diventata una realtà solida e concreta. L’idea di base è semplicissima: siamo tutti nella stessa barca, e tutti dobbiamo darci una mano l’un l’altro ad affrontare e superare la grave crisi in cui siamo precipitati per l’emergenza sanitaria e i suoi tremendi effetti lavorativi ed economici. Nessuno può chiamarsi fuori perché magari non è stato individualmente colpito, mentre tanti altri attorno a lui sono in grave difficoltà.

È nato così a Pavia, grazie all’iniziativa spontanea di alcune persone dell’Azione cattolica e di altri amici di diverse estrazioni, il progetto “Nessuno si salva da solo”. Si tratta di un’iniziativa di solidarietà continuativa su un periodo medio-lungo: si propone a chi gode di un reddito permanente garantito (tipicamente lavoratori dipendenti e pensionati, ma anche alcune categorie di professionisti) di devolvere una quota del proprio stipendio/pensione - indicativamente il 5% mensile per almeno 6 mesi, o comunque una percentuale fissa per un periodo di tempo continuativo - a beneficio di chi si trova in incertezza e precarietà lavorativa ed economica. Un’adesione ovviamente libera e spontanea, flessibile nell’entità e nella durata secondo le intenzioni e le possibilità dei donatori.

Un’idea semplice, che abbiamo condiviso ben presto tra amici di diverse provenienze e orientamenti politici e religiosi, scoprendoci così accomunati da identica passione nel cercare di costruire una autentica comunità solidale nella nostra città. Subito l’Azione cattolica ha proposto di affidare alla Caritas diocesana di Pavia la struttura organizzativa e gestionale del progetto, e la proposta è stata accolta con grande favore da tutti gli amici coinvolti. Siamo partiti a maggio 2020, ancora in pieno lockdown, e nel giro di poche settimane diverse associazioni pavesi, cattoliche e laiche, hanno dato la loro adesione al progetto: Centro Servizi Volontariato di Lombardia Sud, Acli, Agesci, Libera, Federconsumatori, Associazione Autismo e A ruota libera, Ad Gentes e Cafe per il commercio equo e solidale, fino al generoso contributo del Rotary Club Pavia. Anche l’Università di Pavia ha promosso il progetto attraverso un video, mentre i membri del Consiglio comunale di Pavia all’unanimità hanno devoluto alcuni gettoni di presenza.

Dopo diversi mesi possiamo iniziare a tirare le somme. Il risultato è stato per noi assolutamente sorprendente ed entusiasmante, oltre ogni più rosea aspettativa: circa 150 cittadini pavesi, legati all’Azione cattolica o alla Caritas o alle diverse associazioni proponenti, o semplicemente raggiunti dal passaparola tra amici e via social, hanno condiviso il progetto donando parte del proprio reddito o pensione per un periodo di diversi mesi. La somma raccolta è finora di oltre 130000 euro (centotrentamila! una cifra che mai avremmo pensato di raggiungere…), e naturalmente il progetto è in continua evoluzione e le donazioni continuano.

Da ottobre 2020 un’apposita commissione, rappresentativa delle diverse “anime” del progetto e guidata dalla Caritas, si è occupata di selezionare, tramite bando pubblico e con criteri di assoluta trasparenza ed equità, i soggetti a cui destinare i fondi. Per le finalità ideali del progetto abbiamo deciso di aiutare soprattutto famiglie e persone colpite nel reddito e nel lavoro e particolarmente a rischio di non poter riprendere l’attività lavorativa senza un adeguato aiuto (ad esempio piccoli negozianti o lavoratori autonomi con attività interrotte ma affitti dei locali o spese vive da pagare per poter riaprire al termine dell’emergenza). Sono subito pervenute decine di domande, e tra queste si sono valutate le situazioni più a rischio (finora una quindicina, ma molte sono in attesa) supportandole con contributi fino a 3000 euro ciascuna. E vedere la gioia di alcune persone per il contributo ricevuto, leggere nei loro occhi la speranza di poter riavviare la propria attività e dare un futuro alla propria famiglia è il premio più bello per il nostro impegno…

Nelle nostre intenzioni “Nessuno si salva da solo” ha anche in sé un valore educativo non trascurabile in ambito socio-politico: ci ricorda che siamo tutti nella stessa barca, e tutti dobbiamo remare nella stessa direzione per costruire il bene comune. Quante volte in Italia si è avvertita la contrapposizione tra lavoratori dipendenti e autonomi, gli uni garantiti nel reddito ma sottoposti a tassazione alla fonte, gli altri con minor sicurezza economica ma anche con maggiori possibilità di evadere le tasse. La pandemia ci ha fatto riscoprire la necessità forte di avere - tutti e per tutti - una sanità efficiente, una scuola di qualità, servizi essenziali come le forze dell’ordine o altri settori della vita civile adeguatamente supportati e all’altezza di un Paese moderno e capace di reagire anche alle avversità. Servizi che quindi vanno pagati con le tasse di tutti, da considerare non come un ingiusto balzello ma come un contributo doveroso e indispensabile al bene comune. Aiutarsi nel bisogno significa anche farsi carico di tutta la società, e aiutare ciascuno con le proprie possibilità e il proprio contributo economico a costruire un vero welfare, perché tutti prima o poi avremo bisogno, per noi stessi o per i nostri cari - come malati, anziani, genitori, studenti, … - dei servizi che lo Stato e gli enti locali ci offrono, da noi finanziati. E soprattutto nei momenti di emergenza possiamo e dobbiamo riscoprirci uniti in un’unica comunità solidale, non divisa tra diverse appartenenze - sociali, politiche, religiose, etniche… - ma unita da un senso universale di fratellanza.

Lo abbiamo sperimentato, lo abbiamo sentito forte noi che, costruendo il progetto “Nessuno si salva da solo”, abbiamo creato in modo spontaneo legami belli e autentici di stima e amicizia sociale tra persone e associazioni tanto diverse, che finora spesso non si conoscevano o quasi, e che ora si sono fatte carico insieme dei bisogni dei nostri concittadini di Pavia. Questi legami sono nati ora, e daranno frutti anche in futuro, quando l’emergenza sarà finita e ci sarà da “ricostruire” il tessuto sociale della nostra città. Vorremmo tanto poter festeggiare insieme la fine dell’incubo, stringendoci tutti in un unico abbraccio, magari con una bella cena insieme. Non si può ancora, dobbiamo resistere e aspettare. Ma la strada è segnata, e il punto di riferimento è ancora e sempre Francesco: “Fratelli tutti”…

*Presidente diocesano Ac Pavia dal 2011 al 2017

Progetto “Nessuno si salva da solo” – Azione Cattolica e Caritas Pavia
Per maggiori info:

Siti web:
http://www.caritaspavia.it/covid-19/nessuno-si-salva-solo/
http://www.azionecattolicapavia.it/category/nessuno-si-salva-da-solo/
Video:
https://www.youtube.com/watch?v=XCJzUYnyYac  (“Stanze UniPV”)