Palermo. Quarto appuntamento su Giustizia e Legalità

Nel nome di don Pino Puglisi

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È dedicato alla figura del beato don Pino Puglisi il quarto appuntamento su Giustizia e Legalità promosso dall’Azione cattolica dell’arcidiocesi di Palermo, in programma oggi 21 ottobre alle ore 21 e trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook dell’associazione. Previsti gli interventi di Rosaria Cascio, insegnante e allieva di don Pino Puglisi, Gregorio Porcaro, vice direttore della Caritas diocesana e mons. Corrado Lorefice, arcivescovo metropolita di Palermo. L’incontro si terrà presso il Centro “Semi di Speranza”, la villa di via Bernini nel capoluogo siciliano confiscata alla mafia e concessa dal comune in comodato d’uso gratuito all’Azione Cattolica, che ne ha fatto un cantiere di alleanze con altre associazioni e movimenti presenti sul territorio a servizio del contesto sociale, culturale ed ecclesiale per trasformarlo dal di dentro.

L’incontro di questa sera e quelli che lo hanno preceduto, dedicati alle figure di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Rosario Livatino, hanno come obiettivo il ricordo ma anche la promozione dell’esempio di grandi uomini che con coraggio, umanità e altissimo senso del dovere hanno onorato la loro missione a tutela della legalità e contro la criminalità mafiosa, determinando un cambiamento culturale in Sicilia e nell’Italia tutta.
Un appuntamento che non ha solo una finalità commemorativa, dunque, ma di memoria viva e generativa di verità e giustizia, per educarci ed educare alla legalità e alla responsabilità. La legalità, infatti, rappresenta l’anello di congiunzione tra la responsabilità individuale e la giustizia sociale. Per tale ragione non bastano le regole. Le regole funzionano se incontrano coscienze critiche, responsabili, capaci di distinguere, di scegliere e di essere coerenti con quelle scelte. La regola parla a ciascuno di noi, ma non possiamo circoscrivere il suo messaggio alla sola esistenza individuale: in ballo c’è il bene comune, la vita di tutti, il futuro della nostra società.

Per tali ragioni il desiderio dei promotori dell’iniziativa è quello di spargere piccoli Semi di speranza e, attraverso la riproposizione del ricordo di eroi contemporanei e di martiri della giustizia, del loro impegno e della loro testimonianza, far nascere piante fruttuose e cariche di bene e di futuro, ovvero stimolare la crescita di uomini e donne capaci di segni concreti di giustizia nell’ordinarietà della vita quotidiana. Perché - come ci ha insegnato don Pino Puglisi - «Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto». E molto hanno fatto i commercianti del quartiere Borgo Vecchio di Palermo che si sono ribellati al racket e hanno denunciato gli estorsori mafiosi. La notizia è di questo 13 ottobre e si accompagna alla relativa operazione antimafia che ha portato all’arresto di 20 persone.

A questi eroici commercianti l’Azione Cattolica esprime solidarietà e vicinanza; a chi attraverso una ribellione positiva ha permesso il raggiungimento di un risultato straordinario in un quartiere in cui la paura consente il controllo capillare delle attività commerciali. Il loro esempio genera fiducia nel rispetto delle leggi e nella diffusione della cultura della legalità, laddove possiamo scorgere il diritto di tutti a vivere una vita libera e dignitosa. La loro azione ricorda che siamo chiamati tutti a coltivare la legalità, con la finalità di costruire una società viva, accogliente, eterogenea, formata da persone che sappiano vedere negli altri non un potenziale nemico ma un possibile amico.

Ecco allora tornare alla mente le parole di chi queste dimensioni – legalità e responsabilità, educazione e presenza concreta accanto ai giovani – le ha sapute saldare e declinare nella fedeltà al Vangelo e ai valori civili della nostra Costituzione. Un grande vescovo, don Tonino Bello, ha detto: «Sono convinto che il senso della morte, come quello della vita, dell’amicizia, della giustizia, e quello supremo di Dio, non si trovi in fondo ai nostri ragionamenti, ma sempre in fondo al nostro impegno».