Ho un popolo numeroso in questa città. XVII Assemblea nazionale - 25 aprile - 2 maggio 2021

Moratoria del debito per i paesi impoveriti da Covid e cambiamento climatico

Meno debito, più solidarietà

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Cancellare il debito dei paesi più poveri sostenendoli finanziariamente per aiutarli a riprendersi dalla crisi del Covid-19. A chiederlo è il Cidse, Coopération Internationale pour le Développement et la Solidarité, la rete delle maggiori agenzie di sviluppo cattoliche dell’Europa e del Nord America, con un appello lanciato in occasione della riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori delle Banche centrali del G20, attualmente presieduto dall’Italia.

«Oltre alla tragica perdita di vite umane - ricorda il Cidse - il Covid-19 ha portato al collasso dei sistemi sanitari di molti paesi poveri, ha lasciato milioni di persone senza lavoro e mezzi di sussistenza e ha annientato le economie». Inoltre - denunciano le Ong cattoliche - la pandemia ha esacerbato le disuguaglianze esistenti «per cui le nazioni più potenti possono usare la loro posizione dominante per garantire l’accesso ai vaccini e sostenere la propria ripresa economica». A questo si aggiunge l’impatto su molti paesi del cambiamento climatico.

Ricordando le parole di papa Francesco all’inizio della pandemia nel 2020, il Cidse ribadisce che «la priorità immediata per tutti i paesi è salvare vite umane e sostenere i mezzi di sussistenza e che la cancellazione del debito è il modo più rapido per finanziarlo». A lungo termine - afferma - «sono necessarie una ristrutturazione permanente del debito e nuovi finanziamenti per ricostruire società ed economie che mettono al primo posto i bisogni delle persone più povere e vulnerabili, si prendono cura della nostra casa comune e affrontano la crisi climatica».

Di qui l’appello ai ministri delle Finanze del G-20 a rispondere alla crisi «con la cooperazione, la solidarietà e le leadership globali necessarie». In concreto si tratta di supportare una nuova e significativa emissione di 3000 miliardi di dollari di Diritti speciali di prelievo (Dsp) da parte del Fondo monetario internazionale (Fmi) per permettere ai paesi di affrontare una ripresa post Covid «giusta e sostenibile» e di estendere la moratoria del debito attraverso la Dssi (Debt Service Suspension Initiative) per un periodo più lungo (almeno 4 anni) e a più paesi, compresi quelli più vulnerabili ai cambiamenti climatici.

Secondo il Cidse, inoltre, i creditori privati, che attualmente continuano a riscuotere i pagamenti da paesi che lottano per rispondere ai bisogni dei loro cittadini, dovrebbero essere obbligati a partecipare a tutte le ristrutturazioni e riduzioni del debito. Infine, occorre sostenere meccanismi di recupero del debito che permettano una ristrutturazione tempestiva, completa ed equa a tutti i paesi con un onere debitorio insostenibile, senza condizionalità.