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Siamo di fronte a un tornante della storia. Democrazia, libertà e pace non vanno date per scontate. La sovranità appartiene ai cittadini. L’impegno dell’Ac

Mattarella: nulla può essere dato per scontato

Archivio fotografico del Quirinale
Archivio fotografico del Quirinale

Ci sono discorsi che lasciano il segno più di altri. Tra questi va annoverato di certo quello del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pronunciato ieri, in occasione della cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno con i rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche e della società civile. Il Capo dello Stato è più che mai esplicito, “siamo di fronte a un tornante della storia”, “le guerre hanno sgretolato la convinzione che la pace fosse acquisita per sempre”, dunque nulla può essere dato per scontato, né la libertà, né la pace, né la democrazia che della libertà è la migliore custode.

Divari sociali e cambiamenti climatici: sempre peggio

In grave pericolo è anche il futuro della casa comune. Il Presidente della Repubblica lo sottolinea ricordando “gli effetti dirompenti del cambiamento climatico, che, nel corso di quest’anno, abbiamo purtroppo toccato con mano, ancora una volta, vivendo la devastazione prodotta da alluvioni e inondazioni” che hanno colpito intere regioni del Paese. E non vanno certo meglio le cose se diamo uno sguardo a coloro che la casa comune la abitano. E parliamo di quel pezzo di casa comune che chiamiamo Italia. Per Mattarella si allargano i divari sociali: “alle vecchie diseguaglianze se ne aggiungono di nuove, nei campi del digitale e della conoscenza”. E “stridono le gigantesche ricchezze appannaggio di pochi a fronte del disagio di tanti, con una distanza mai prima registrata né in Italia né altrove”. Si tratta – sottolinea – di “fenomeni globali che entrano prepotentemente nella vita delle nostre comunità e in quella quotidiana di ciascuno”.

Intelligenza artificiale: la sfida più alta per la politica

A rendere eccezionalmente delicato questo tornante della storia è ancora altro. “Un cambiamento che mette in discussione gli equilibri, i modelli di sviluppo: quelli sociali, quelli culturali e persino quelli antropologici” evidenzia il Capo dello Stato. Lo sviluppo in atto dell’intelligenza artificiale presenta “potenzialità e rischi”, rappresentando la “sfida più alta sulla quale la politica è chiamata a esercitare la sua responsabilità”. Non parla certo solo ai presenti il Presidente Mattarella quando dice: “Penso che sia utile riflettere sul filo che lega eventi diversi”. I moderni cavalieri dell’apocalisse, guerra, cambiamenti climatici, diseguaglianze, sfruttamento e ingiustizia, e lo stesso sviluppo dell’IA con le conseguenze sul mondo del lavoro, “sarebbe un errore tenerli del tutto distinti o considerarli soltanto come la coincidenza di sfortunate contingenze: vanno invece, valutati nel loro insieme”.

La democrazia non si tocca e con essa la libertà

“Se questo è lo scenario in cui siamo immersi, su quali presupposti possiamo insieme guardare al domani senza cedere all’angoscia ma anzi recuperando un sentimento di fiducia nel futuro?” si chiede il Presidente Mattarella. La risposta è tra le righe del discorso: non cedendo la nostra sovranità di cittadini. Vigilando e allontanando ogni tentativo di messa in gioco e in discussione. La democrazia non si tocca. E con questa l’dea stessa di libertà. “Libertà di essere. Libertà di pensare e parlare. Libertà di accedere a fonti di informazione indipendenti, non manipolate. Il pluralismo non è mero confronto tra propagande. Libertà di concorrere alle decisioni. Libertà di agire. Libertà di muoversi. Libertà di dire no a ogni sopraffazione”, sottolinea con forza il Capo dello Stato. Libertà è la parola che Mattarella pronuncia di più nel suo discorso, 13 volte.

Piena sintonia tra cattolici italiani e Presidente della Repubblica

Liberta, democrazia, pace, giustizia sociale e cura della casa comune non sono solo parole, sono il futuro che vogliamo e che dobbiamo costruire e difendere giorno per giorno. Sono ciò che ci è caro. Ciò per cui l’Azione cattolica, nella Chiesa e nel Paese, si impegna quotidianamente, coinvolgendo centinaia di migliaia di donne e uomini di ogni età. Sono ciò che è al centro della nostra attenzione e delle attività dei nostri istituti, Bachelet, Toniolo e Paolo VI, e del grande impegno che in questi anni stiamo portando avanti con le Settimane sociali dei cattolici in Italia.
Non è un caso che la prossima Settimana sociale di Trieste, il prossimo luglio 2024, abbia come tema “Al cuore della democrazia”. Quale migliore esempio per dire della sintonia piena tra mondo cattolico e Presidente della Repubblica. Le sue preoccupazioni e le sue speranze sono le nostre. E nostra è la gratitudine per Sergio Mattarella, per come incarna il suo alto magistero. Buon Natale e buon anno, Presidente.

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