XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Versione stampabileVersione stampabile
Liturgia del: 
26 luglio 2020

La Parola del giorno: 1Re 3,5.7-12; Sal 118; Rm 8,28-30

Dal Vangelo secondo Matteo (13,44-46 – forma breve)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».

Le due similitudini di questa domenica consentono di fare un passo ulteriore rispetto alle analogie del seme di senapa e del lievito: queste infatti evocano cosa sia il Regno dei Cieli nella sua essenza; le similitudini di oggi, tesoro nascosto e perla più preziosa, toccano ciò che, di fronte al regno-seme di senapa e al regno-lievito nascosto nella pasta, noi siamo invitati a fare.
Innanzitutto, il tesoro è nascosto: non disponibile subito, va piuttosto cercato, scavando.
In secondo luogo, la vendita di tutto, pur di acquistare il campo, dov’era nascosto ed è stato poi scovato il tesoro, non è causa di afflizione, bensì di piena gioia. Non dunque una forzatura richiesta dall’esterno, ma una gioiosa esigenza che scaturisce dall’interno, come un torrente in piena.
In modo analogo, ecco la parabola del mercante che va in cerca di perle preziose e che, quando trova la perla del Regno, vende tutte le altre perle preziose pur di acquistare questa, più preziosa di tutte. Prendiamo coscienza che lungo la nostra vita noi ci imbattiamo in differenti perle, poche o molte che siano, ma affascinanti e attraenti nel loro splendore.
Il passaggio che possiamo compiere oggi sta in questa accresciuta consapevolezza: lo stupore di un Regno che nasce minuscolo come un granello di senape, fino a essere inizialmente quasi impercettibile a occhio umano, e poi diviene un albero così grande da poter ospitare tutti gli uccelli del cielo. Dinanzi al mistero di un Regno che, come lievito, è capace di far lievitare tutta la pasta, e sciogliendosi in essa regala gratuitamente profumo, fragranza e sapore, ecco maturare la capacità di cogliere il valore profondo e incommensurabile di questo Regno.
Come un tesoro nascosto in un campo è il Regno dei Cieli, la realtà di Dio, la vita del Signore in noi: un tesoro che per custodirlo si può vendere tutto il resto, una perla tanto preziosa che per acquistarla si possono vendere le perle già possedute.
Ognuno di noi può chiedersi, o meglio chiedere al Padre per mezzo del Maestro e Signore e nella luce dello Spirito Santo, cosa può significare oggi vendere tutti gli averi per acquistare il campo dov’è nascosto il tesoro, e dare tutte le perle preziose per possedere la più preziosa di tutte. Ognuno può discernere se questa scelta dà la gioia di cui Gesù parla, o se, invece, le paure, che si annidano in noi, ci impediscono di scegliere.

(A cura dell’Istituzione Teresiana)

Vale la pena credere.

Signore Gesù,
che parli di gioia zampillante
dentro chi vende tutto per te,
donaci di scoprirla in noi,
dopo aver scavato per cercare il tesoro
e aver imparato a distinguere la luce vera,
quella che brilla dentro
la perla più preziosa.