XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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Liturgia del: 
19 luglio 2020

La Parola del giorno: Sap 12,13.16-19; Sal 85; Rm 8,26-27

Dal Vangelo secondo Matteo (13,24-30 – forma breve)
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo:
«Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”.
Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».

Il Regno dei Cieli ha a che fare con le cose della terra e si descrive con la generosità della semina, la capacità di aver fiducia nel cuore dell’uomo, il desiderio di far crescere qualcosa di buono per il bene di tutti. Il Regno dei Cieli è il regno della fiducia, della gratuità, della speranza nel futuro, della fatica e del pensiero per il campo ed è per questi motivi che si decide di uscire per la semina.
Per rendere presente il Regno dei Cieli è necessario uscire e decidersi di non fare i conti, di non guardare alla bravura o alla cattiveria, di non fare distinzioni tra chi può e chi non può, tra chi ha il cuore buono e chi ha il cuore cattivo, tra chi partecipa e chi non partecipa.
Si esce e si spande il seme a piene mani. Senza paura e con molto coraggio. Sapendo che da noi dipende solo la quantità di seme gettato e niente altro. La crescita, i germogli dipendono da altri.
Per riuscire a far crescere il Regno di Dio è necessario essere accoglienti “della zizzania”, di chi opera contro la bellezza e il seme buono; è necessario accorgerci che seme buono e  zizzania vivono nelle stessa terra, sfruttano lo stesso terreno, e crescendo l’una accanto all’altro.
Il Regno dei Cieli è scuola di attenzione e di accoglienza. «Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura...»,
fatevi passare l’idea di essere giudici e giustizieri della “zizzania”, lasciatela pure crescere. Non è compito vostro sradicare.
Il vostro compito è quello di far crescere, di accompagnare, di non far confondere le cose, di custodire il campo e il Regno.
Il vostro compito è quello di essere generosi con il seme, con l’impegno, con la cura. Il resto e la divisione avverranno nel tempo che il padrone deciderà.

(A cura dell’Azione cattolica italiana)

La pazienza: segno di amore.

Rendici, o Padre, capaci di accoglienze e di accompagnamenti.
Aiutaci a essere attenti alla vita di tutti senza fare distinzioni.
Permettici di riscoprire la generosità della semina.
Donaci il cuore e le mani capaci di donare
con larghezza e disponibilità.