TUTTI I SANTI

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Liturgia del: 
1 novembre 2019

La Parola del giorno: Ap 7,2-4.9-14; Sal 23; 1Gv 3,1-13

Dal Vangelo secondo Matteo (5,1-12a)
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo,
diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa
nei cieli».

Il Vangelo delle Beatitudini è quello che più ci dà ragione dell’umanità di Gesù; il Gesù uomo che non ignora le fatiche e le sofferenze di coloro che incontra sul suo cammino, ma che partecipa dell’anelito dell’uomo alla felicità sulla terra e nei cieli. In questo Vangelo delle promesse di Dio, possiamo trovare anche il suo progetto per noi; ed è un progetto di felicità per l’oggi e per il nostro domani nei cieli, progetto del quale Dio ci chiama corresponsabili con l’aiuto di Gesù e che si concretizza in un vero e proprio programma di vita, che abbraccia innanzitutto la sequela di Cristo. Il discorso delle Beatitudini è un invito alla speranza, un’esortazione a una vita più piena, un impegno alla realizzazione già qui e ora del Regno di Dio. Ci sfida ad accogliere una mentalità e dei comportamenti che vanno forse controcorrente, ma che soli ci danno la chiave per costruire un mondo più buono e più giusto, che possa avvicinarsi sempre più alla bontà della creazione dei primi giorni e dove la pace, l’amore e la fratellanza ci rendano veramente degni dello status di uomini, figli di Dio. Con coraggio, con gioia camminiamo sulla strada delle beatitudini: è la strada leggera che ci libera dal peso delle cose materiali, dell’ingiustizia, della sofferenza, della guerra e del dolore; è la strada della vera felicità, quella che ripudia l’arroganza e sceglie la mitezza, che ama la giustizia, che combatte per la pace e non per la guerra, che ci chiama a essere l’uno per l’altro fratelli e che ci invita alla misericordia, che ci insegna che la violenza non è mai la via del progresso, che ci dice che la purezza del cuore non è privazione, ma pienezza d’amore verso Dio e verso il prossimo. Non a caso il Vangelo delle beatitudini è considerato il Vangelo della santità, una santità che non richiede opere straordinarie, ma che ciascuno può vivere nella vita ordinaria, quando le nostre aspirazioni vanno verso l’alto, quando veramente abbiamo fame e sete di Dio.

Ogni beatitudine sono due versi di pensiero.
Dove al principio c’è l’uomo e alla fine c’è Dio.
Di un presente è la ragione
che parla al domani, mio Signore.
Cerco la mia beatitudine
nelle parole che oggi scrivi per me.