LE CENERI

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Liturgia del: 
6 marzo 2019

La Parola del giorno: Gl 2,12-18; Sal 50; 2Cor 5,20-6,2

Dal Vangelo secondo Matteo (6,1-6.16-18)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente.
In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

La Quaresima, nell’anno liturgico, è il tempo di conversione e preparazione alla Pasqua. Con essa ci uniamo idealmente al popolo di Israele, che per quarant’anni peregrinò nel deserto, e a Gesù, che trascorse quaranta giorni in un’area desertica prima di cominciare la sua vita pubblica, ritirandosi nel silenzio interiore. Anche a noi, in questo tempo liturgico, viene fatto un invito sulla linea di quanto ci dice Cristo stesso, in modo molto diretto: fare elemosina, pregare e digiunare.
Questi, dunque, sono i tre pilastri della pietà giudaica che identificano l’ebreo osservante, ma che qui Gesù indica come tre casi di applicazione della giustizia cristiana alla vita pratica.
Gesù vuole far emergere la verità in noi stessi. Tuttavia ciò può avvenire solo quando ci allontaniamo dalla confusione e dalla folla per entrare nel silenzio e nella preghiera, quando siamo solidali con le persone che soffrono, quando siamo disposti alla condivisione di ciò che abbiamo, non solo dando il superfluo quindi, come prova del nostro amore a Dio e ai fratelli. Tutto questo deve essere fatto con grande rispetto, senza ricercare prestigio o riconoscimento personale. Gesù, infatti, insiste sull’espressione «il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà»; Dio, infatti, dà una ricompensa oggi e nell’eternità solo per ciò che si fa “per Lui” e “in Lui”: dietro ogni azione che compiamo verso gli altri ci deve essere sempre Dio.

O Padre,
che conosci i nostri desideri e i nostri limiti,
donaci sempre il tuo Spirito, perché ci aiuti a vivere in pienezza
questa Quaresima, con il digiuno, la preghiera e l’elemosina,
senza però ricercare prestigio e riconoscimento personale.
La tua presenza purifichi i nostri cuori e le nostre intenzioni
e ci prepari a una conversione autentica al Vangelo.