III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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Liturgia del: 
26 gennaio 2020

La Parola del giorno: Is 8,23b-9,3; Sal 26; 1Cor 1,10-13.17

Dal Vangelo secondo Matteo (4,12-17)
Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta.
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».

Questo brano potrebbe apparire soltanto l’indicazione geografica di un trasferimento: da Nazaret, l’ambiente dell’infanzia e della giovinezza di Gesù, a Cafàrnao, cittadina di commerci in riva al lago di Tiberiade.
In verità, in questo spostamento si rivela un’intenzione ben precisa: portare l’annuncio di salvezza fuori dall’ambiente ristretto di Nazaret, per inserirlo nella realtà vivace e complessa di Cafàrnao. Matteo riporta da Isaia le parole «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti», un’indicazione ripetuta ben tre volte per sottolineare la mescolanza dei popoli in quella terra di passaggio dalla Siria verso il mar Mediterraneo fino all’Egitto. Ed è proprio in quest’incrocio di percorsi e di persone, di ebrei e pagani, che Gesù va a inserirsi, andando ad abitare nella casa di Pietro, come documentato da scavi recenti. Egli ha scelto di affrontare un contesto nuovo e difficile, ci chiama quindi a non stare nell’ambiente più accomodante e a prendere invece l’iniziativa di immergerci nella complessità della vita reale.
Il Regno dei Cieli, a causa del quale Gesù invita a convertirsi, è una realtà che si fa presente, quando gli uomini, anche se diversi tra loro, riescono a convivere riconoscendosi nella comune umanità.
Gesù è entrato nel tempo, nel nostro tempo. È tempo di deciderci, di non rimandare la scelta di seguirlo. Vogliamo essere una comunità di discepoli che sa accorciare la distanza con la gente, che sa ascoltare e aprire percorsi di dialogo, sa coinvolgersi e testimoniare l’amore misericordioso di Dio.

(A cura dell’Agesci)

Purificare il cuore per vedere Gesù che anche oggi fa fiorire la vita e la gioia.

Signore Gesù, che hai camminato sulle strade della Galilea,
sulla via del mare, insieme ai mercanti, ai pellegrini, agli uomini,
alle donne e ai bambini dei paesi che hai attraversato,
ti ringraziamo perché cammini ogni giorno,
sulle strade del mondo,
attraverso le vicende della vita e della storia.
Ti ringraziamo perché nelle tenebre possiamo vedere la tua luce.
Fa’ che ti seguiamo con coraggio dove ci conduci.
Cambia il nostro cuore,
perché il tuo Regno di pace e di giustizia venga.