Ho un popolo numeroso in questa città. XVII Assemblea nazionale - 25 aprile - 2 maggio 2021

II DOMENICA DI PASQUA

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Liturgia del: 
11 aprile 2021

La Parola del giorno: At 4,32-35; Sal 117; 1Gv 5,1-6

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-31) La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Sono tanti i segni che ci vengono presentati nel Vangelo di Giovanni: Gesù entra «mentre erano chiuse le porte»; «Pace a voi», per tre volte; la gioia «al vedere il Signore»; «Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi»; «Ricevete lo Spirito Santo»; mandato di «perdonare i peccati»; dice Tommaso: «Se non vedo [...] io non credo»; Gesù a Tommaso: «Non essere incredulo, ma credente»; «Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto». La presenza di Gesù suscita la gioia degli apostoli, ai quali Egli porta il primo dono del Risorto: la pace. Attraverso questi segni ricchi di significato, Gesù trasmette ai discepoli il senso della loro missione, della loro testimonianza e della loro fede. Gesù risorto è dentro ognuno di noi, è in mezzo a noi e ci dona il suo Spirito per testimoniare che Lui sarà sempre presente nel nostro cammino. La realtà della risurrezione, però, può essere accolta solo da chi ha un cuore che è disposto a credere, a lasciarsi mettere in gioco. La fede, poi, è un modo ragionevole di conoscere, come Tommaso, e il primo passo è quello di affidarsi alla testimonianza di persone credibili. La richiesta di Tommaso di verificare la veridicità di quanto riferito dai suoi compagni può rappresentare la figura del credente, di ogni credente. L’apparizione di Gesù elimina il dubbio e Tommaso diventa così punto di riferimento per ognuno di noi per il cammino dal dubbio alla fede piena. «Mio Signore e mio Dio!». (A cura del Movimento adulti scout cattolici italiani)

Il Risorto cammina a lato.

Signore Gesù, tu che ci stimoli continuamente a seguire la tua strada, manda il tuo Spirito per aiutarci ad avere una fede salda, capace di intravedere, al di là delle apparenze, i segni dei beni eterni a noi promessi. Amen.