Assunzione della Beata Vergine Maria

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Liturgia del: 
15 agosto 2016

La Parola del giorno: Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab; Sal 44; 1Cor15,20-26; Lc1,39-56

Dal Vangelo secondo Luca1,39-56
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotentee Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordiaper quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Zaccaria ed Elisabetta rappresentano la storia della promessa di Dio. E il compimento della promessa si attua con il “sì” Maria.
Maria, subito dopo, si mette al servizio del prossimo. Per amore, si reca da sua cugina Elisabetta, anch’ella incinta da circa sei mesi.
I due bambini al momento del saluto si riconoscono e, dalle parole della cugina, Maria si rende consapevole di stare per diventare la “Madre di Dio”. Il Signore visita anche le nostre vite: spetta a noi la capacità di leggere il segno. La gioia e l’esultanza interiore che questo incontro può generare nelle nostre anime sono il segno indelebile della sua opera in noi e su di noi.
Maria ha permesso a Dio di entrare nella sua vita: cosciente di questo grande dono, esprime nella lode il suo ringraziamento.
Vivere riconoscenti per i grandi doni di Dio, come ci insegna Maria, è molto diverso da chi la vita pensa di conquistarsela. Il primo vive godendo di ciò che riceve e vede la vita con questa luce, il secondo vive angosciato perché quello che fa non è mai abbastanza. Ciò che premia Maria è il riconoscere con umiltà la sua piccolezza. Umiltà viene dal latino humus, stessa radice di uomo: Maria sa da dove veniamo e verso dove stiamo andando. L’umiltà è la caratteristica principale dell’amore: l’amore è servo dell’altro, è appartenenza all’altro. Maria è stata proclamata beata perché ha creduto, e questa è la vera beatitudine della fede.
Chi mette l’io al centro di tutto, chi pone il proprio egoismo al di sopra di qualsiasi cosa, è lontano da Dio. È vera immagine del Signore non chi ha tutto nelle proprie mani, ma colui che si mette nelle mani di tutti. Come Maria che si mette a servizio concreto del prossimo.

Santa Maria, donna bellissima,
attraverso te vogliamo ringraziare il Signore
per il mistero della bellezza.
Egli l’ha disseminata qua e là sulla Terra,
perché lungo la strada, tenga deste, nel nostro cuore di viandanti,
le nostalgie insopprimibili del cielo.
Riconciliaci con la bellezza.
Tu lo sai che dura poco nelle nostre mani rapaci.
Facci comprendere che sarà la bellezza a salvare il mondo.
(Don Tonino Bello)