Le tre sfide dell’Ac. E il 4 ottobre tutti a San Pietro

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di Gianni Di Santo - Tre coordinate di lavoro e di attenzione alla Chiesa particolare che è in Italia e nel mondo: il cammino del prossimo Convegno ecclesiale di Firenze, che si terrà nel novembre 2015 e avrà come tema In Gesù Cristo il nuovo umanesimo, il prossimo Sinodo sulla famiglia (5-19 ottobre) dedicato a Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell'evangelizzazione, e gli Orientamenti alla catechesi della Chiesa italiana. L’Ac è pronta a queste tre sfide, con le proprie proposte, idee ed esperienze frutto di un intenso e quotidiano lavoro pastorale fatto nelle parrocchie e nelle diocesi. E, ovviamente, non mancherà di essere presente con tutti i suoi associati nel pomeriggio di sabato 4 ottobre in piazza San Pietro, alla vigilia della terza Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi in un momento pubblico di preghiera e di riflessione promosso dalla Cei. Momento che culminerà con la presenza di papa Francesco. L'iniziativa, si legge in una nota della Cei, «intende manifestare l’attenzione della Chiesa italiana attorno a una tematica tanto decisiva quale quella della famiglia, nucleo vitale della società e della stessa comunità ecclesiale». Di qui «la volontà di accompagnare i lavori dell’Assemblea sinodale, invocando su di essa la luce dello Spirito Santo». All’evento parteciperanno anche i Padri sinodali.

A questi tre appuntamenti l’Ac offre, quindi, il suo contributo. Per il Convegno di Firenze c’è stato un lungo coinvolgimento della base sullo “stile” tipico di Ac fatto di partecipazione e discernimento (intervento di Maria Grazia Vergari, vice presidente per il settore Adulti), allo stesso tempo l’associazione promuove una nuova traccia di riflessione. La qualità della proposta formativa, i luoghi di un discernimento vero, e un spazio di ricerca dove lo stile narrativo sia e diventi ogni giorno luogo delle “anime inquiete”. Una biografia della speranza raccontata attraverso l’esperienza dei tanti vissuti del popolo di Ac, mani e piedi che hanno accolto persone lontane e dimenticate, testa e cuore che hanno accompagnato spiritualmente, formato alle coscienze, costruito luoghi belli e giusti per una buona politica.

Sul prossimo Sinodo l’Ac è presente con le sue storie di “ordinario cammino” e di straordinario impegno alla cura delle persone. Il ruolo della famiglia è una sfida per la sfera pubblica (Giuseppe Notarstefano, vice presidente per il settore Adulti), tanto che sarebbe ora che tornasse definitivamente a essere il centro delle politiche nazionali di welfare e di bilancio, ma nello stesso tempo l’Ac accoglie il sostanziale desiderio di famiglia e comunità che c’è nell’animo delle persone. Uno stile e una cura verso la famiglia che, se da una parte è attento alle dinamiche socio-politiche, dall’altra mantiene un gusto quotidiano e un di più di attenzione e di cura alle relazioni familiari, affettive e amicali. Anche quelle che vivono nel disagio di scelte difficili e si sentono escluse dall’incontro personale con Gesù.

E, infine, il contributo dell’Ac al testo sugli Orientamento pastorali per la catechesi. Anche oggi l’Ac vuole continuare a percorrere la strada tracciata dalle tre direzioni di impegno scaturite dalla pubblicazione Incontriamo Gesù, redatta dalla Commissione episcopale per la dottrina  della fede, l’annuncio e la catechesi e approvata nel maggio scorso dalla LXVI Assemblea generale della Cei: il forte legame con le Chiese locali, l’attenzione costante a coloro che scelgono di seguire Gesù attraverso l’Ac, e l’importanza della formazione come elemento qualificante della propria storia e identità. Tre direzione di impegni che, per Matteo Truffelli, presidente di Ac, si seguono «facendo tesoro della propria esperienza, ricercando ogni giorno quella creatività, quell’attenzione alla persona e ai segni dei tempi e quella corresponsabilità per la vita della Chiesa che da sempre hanno caratterizzato il suo cammino». Così, se oggi per l'Ac è il tempo giusto (Teresa Borrelli, responsabile nazionale dell'Acr, che ha anche presentato un testo edito dall’Ave, Amare e far amare Gesù, una riflessione offerta alle comunità, agli educatori, alle associazioni, affinché possano essere aiutati a fare propri gli Orientamenti, a scoprirne passo dopo passo i segni di novità e gli elementi che possano portare ciascuno a vivere l’incontro vivo e vero con il Signore Gesù), il principio della libertà assoluta nelle scelte personali di fede è l’altro elemento qualificante del percorso associativo. Puntando l’attenzione all’annuncio del vangelo dei gesti, sulla scia del magistero di papa Francesco, che è la chiave di volta per immaginare una Chiesa propositiva e aperta alla speranza verso un dialogo fruttuoso con l’uomo di oggi. E farlo insieme: un catechista, da solo, non educa.