Le parole che cerchi nello zaino del pellegrino

Tre libri da portarsi in vacanza. Per allenare la curiosità alla bellezza del vivere. E anche per essere pronti alla ripresa “pastorale” settembrina

Nello zaino del pellegrino lasciamo spazio a tre libri appena pubblicati dall’Ave. L’estate ha bisogno di sana leggerezza, di tempo da dedicare a sé stessi. E, ovviamente, di buoni libri da leggere. Perché le parole che cerchi, sono lì, a portata di mano.

E allora il primo aiuto “spirituale” ci viene da don Tonino Bello. L’Ave ha appena pubblicato, in una nuova edizione riveduta e aggiornata, Fino in cima. Scritti e interventi all’Azione cattolica, con la prefazione del card. Marcello Semeraro e una presentazione di Giuseppe Notarstefano, presidente di Ac.

La vicenda umana e spirituale di don Tonino Bello ripropone in chiave profetica la promozione di un laicato maturo nella Chiesa. Affidando all’Azione cattolica l’impegno della testimonianza laicale, la invita ancora oggi a percorrere la via della santità «fino in cima», senza esitazioni o compromessi. Questa nuova edizione custodisce un tesoro prezioso di discorsi e documenti che don Tonino ha rivolto a giovani e adulti di Ac, divenendo strumento per la vita spirituale di chi ha responsabilità educative e patrimonio vivo per le generazioni future.

Don Tonino Bello, prima di diventare vescovo, è stato un parroco molto amato. Ecco perché segnaliamo questo bel saggio-racconto di Enzo Romeo, vaticanista per il Tg2, e Giuseppe Curciarello, medico onco-ematologo, dal titolo Viva la parrocchia! La sinodalità vissuta dal basso (Ave). Il cammino sinodale avviato da papa Francesco richiede il coinvolgimento di tutti i battezzati. Ebbene, la principale porta d’ingresso (e di uscita) della Chiesa è ancora la parrocchia. È questo il terreno di base della sfida sinodale. Il libro racconta le “avventure” degli autori, negli anni post-conciliari, in una parrocchia del Sud d’Italia, che è stata per loro un entusiasmante luogo di crescita, di impegno associativo, di comunità fraterna e aperta a tutti. Se ha lo spirito giusto, la parrocchia non è un anacronismo, ma il luogo dove ci pone la Provvidenza per essere popolo di Dio e testimoniare la “vita buona” agli uomini e alle donne di oggi. 

Infine, uno sguardo all’arte. Paola Springhetti, giornalista, si mette alla ricerca delle tracce de Il Buon samaritano nell’arte, per la collana Imago sempre dell’Ave. Tra le parabole, quella del Buon samaritano è una delle più conosciute e popolari. Eppure, un percorso attraverso i modi in cui gli artisti delle diverse epoche hanno scelto di rappresentarla ci aiuta a riscoprirne le varie interpretazioni, mettendo in luce aspetti e particolari altrimenti inosservati e spesso di estrema attualità. Partendo dalle vetrate delle cattedrali gotiche francesi, che hanno dato ampi spazi all’interpretazione cristologica della parabola (quella che “vede”, nel Buon samaritano, Gesù che salva l’uomo dal peccato), il testo si sofferma poi sulle rappresentazioni che, a partire dal Cinquecento, si sono appassionate a un racconto che mette al centro l’uomo, la sua libertà di scelta, ma anche il suo rapporto con la comunità, con la storia e con la natura. Fino ad arrivare ai contemporanei, che nelle loro rappresentazioni cercano di rispondere alle domande: chi è oggi il Buon samaritano? Chi è la vittima dei briganti? Dove avviene il loro incontro? E tu che guardi, da che parte stai? 

La lettura di un buon libro si accompagna bene alla pratica dell’ospitalità. L’estate è anche un tempo per sperimentare l’alterità, come ci ricorda Giovanni Grandi nell’articolo pubblicato per Segno nel mondo.

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redazione

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