Lavoro. Verso la transizione del capitale umano

Lavoro dignitoso, la giornata Mlac. In un mondo dove tutto cambia rapidamente e in un momento storico in cui la crescita delle diseguaglianze è preoccupante, è necessario che i lavoratori partecipino attivamente al cambiamento verso la transizione del capitale umano

L’Aeroporto Internazionale di Roma Fiumicino: qualcuno lo definisce un “non luogo” come quei luoghi che non hanno radici, storia, futuro. Un “non luogo” dove migliaia di persone transitano ogni giorno, dove ci si muove quasi in maniera trasparente. Un “non luogo” dove si è soltanto di passaggio per raggiungere un “altrove” che sia per svago o per lavoro, o magari per tornare a casa; in ogni caso per arrivare lì dove si riprende forma e si torna ad essere reali ed unici nella propria persona.

Eppure è in questo particolare “non luogo” che il Mlac (Movimento Lavoratori di Azione Cattolica) ha deciso di incontrarsi. In occasione della Giornata mondiale del lavoro dignitoso, celebrata il 7 Ottobre di ogni anno, ha voluto approfondire il tema di un lavoro giusto, partecipativo solidale, in un luogo dove lavorano tante persone al servizio dei viaggiatori che transitano in aeroporto e che hanno come obiettivo l’arrivare ad una destinazione ben precisa.

Il seminario “DignitosaMente”, tenutosi lo scorso 7 Ottobre presso l’Hilton Rome Airport, si è aperto con i saluti del parroco dell’aeroporto di Fiumicino, don Giovanni Soccorsi e di monsignor Gianrico Ruzza, vescovo della diocesi di Civitavecchia – Tarquinia – Porto Santa Rufina, il quale ha definito l’aeroporto come una comunità “umanizzante” a cui bisogna prestare attenzione in primis come comunità di lavoratori.

“Centralità della persona per un lavoro dignitoso” è il pensiero unanime e ricorrente in ognuno dei partecipanti alla tavola rotonda: dal presidente di Aeroporti di Roma Claudio De Vincenti all’arcivescovo di Catania monsignor Luigi Renna, presidente della Commissione episcopale per i Problemi sociali e lavoro, giustizia e pace della Cei sino alla dottoressa Erica Barbaccia dell’Ufficio romano dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Iol). Centralità intesa anche come protagonismo di ogni uomo nel suo posto di lavoro, perché ogni attività lavorativa possa essere espressione del potenziale umano. In un mondo dove tutto cambia rapidamente e in un momento storico in cui la crescita delle diseguaglianze è preoccupante, è necessario che i lavoratori stessi partecipino attivamente al cambiamento. Il ministro del lavoro Andrea Orlando, nel riportare la sua esperienza di governo, ha esortato a contribuire attivamente ad una transazione verso l’evoluzione del capitale umano.

Con questi spunti di riflessione, ma anche con lo sguardo verso un futuro dove la sicurezza del lavoro e sul luogo di lavoro siano alla base di una società democratica, si è conclusa la Giornata mondiale del lavoro dignitoso. L’appuntamento è per il prossimo anno, ma nel frattempo l’Aeroporto, che all’inizio sembrava un “non luogo” si è rivelato essere una straordinaria riserva di relazioni, di idee, di vita… di lavoro.

Lavoro dignitoso è anche offrire ai lavoratori, soprattutto ai più giovani, prospettive di partecipazione progettazione nell’ambito delle attività sociali. Ricordiamo che il 15 novembre è il termine di scadenza di presentazione del XVII Bando di progettazione sociale indetto dal Movimento Lavoratori di Azione Cattolica in collaborazione con l’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro , Progetto Policoro, Caritas Italiana, e 8×1000 della Chiesa Cattolica. L’edizione 2023 del concorso punta i riflettori sull’importanza della gioventù nella costruzione di un futuro migliore: più verde, più inclusivo e più digitale.

Autore articolo

Segreteria nazionale Mlac