Il progetto editoriale promosso da Libera e Gruppo Abele

Lavialibera: pensieri nuovi, parole diverse

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Un progetto editoriale che ci sta a cuore e che vi consigliamo: Lavialibera, rivista bimestrale che offre informazione e approfondimento su mafie, corruzione, ambiente e migrazioni. Dentro le notizie, ma fuori dalle facili indignazioni. Con la direzione editoriale di don Luigi Ciotti, eredita l’esperienza trentennale del mensile Narcomafie, fondato nel 1993 dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio, ma cresce nella dotazione di strumenti, competenze e chiavi di lettura necessarie a decifrare il mondo di oggi.

In mondo profondamente mutato in questi ultimi decenni, la neo rivista si propone di cogliere la necessità di parlare di mafie e corruzione in modo diverso, poiché un fenomeno in continua evoluzione non può essere analizzato con strumenti vecchi o secondo un’unica prospettiva. Lavialibera si propone di non ignorare le diverse e nuove minacce alla democrazia e i grandi rischi del pianeta. Per questo sotto la lente di ingrandimento ci saranno anche la catastrofe ecologica, il fenomeno migratorio globale e le nuove povertà. Durante la pandemia, i primi numeri di Lavialibera hanno raccontato l’impatto dell’emergenza su chi fa meno notizia. Accendendo la luce su uno scorcio di umanità: migranti, senza dimora, carcerati, terremotati, bambini, vecchi e nuovi poveri. E continuerà a farlo.

Oltre al sito e a una presenza attiva sui principali canali social, il bimestrale Lavialibera si propone nella versione cartacea di 80 pagine. Su carta si trovano inchieste lunghe e approfondite, interviste, commenti, editoriali, infografiche e rubriche tematiche; sulla Rete, il monitoraggio quotidiano dei temi affrontati. La redazione è composta da una squadra di giovani giornalisti a cui si affianca una rete di collaboratori si estende a tutta Italia e oltre confine, supportati da un comitato scientifico di esperti e da una rosa di grandi firme.

Lavialibera è l’occasione per i suoi lettori di riscoprire l’utilità e il piacere di informare ed essere informati, attraverso un luogo di dibattito capace di non fare sconti sulle ingiustizie, ma anche di non cedere a facili indignazioni. Un giornalismo che, nello scrivere ciò che vede, è di servizio ai cittadini e non a servizio di qualcuno, poiché racconta storie e propone analisi per immaginare insieme un futuro realmente diverso.