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Due libri guardano al presente e al futuro della Chiesa

L’audacia della santità

La Chiesa è in crisi. Anzi, tutte le Chiese cristiane sono in crisi, soprattutto nei Paesi europei. Questo cambiamento epocale riguarda solo il mondo religioso o ci saranno conseguenze rilevanti per la società occidentale nel suo complesso? È la domanda che si pone Brunetto Salvarani nel suo saggio appena uscito nelle librerie, Senza Chiesa e senza Dio. Presente e futuro dell’Occidente post-cristiano (Laterza, 2023). L’autore, noto teologo “pop”, giornalista, scrittore e conduttore radiofonico, docente di Missiologia e Teologia del dialogo presso la Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna di Bologna – al suo attivo anche preziosi saggi su Francesco Guccini, Fabrizio De André e Tex Willer – questa volta esamina, attraverso dati, riflessioni e non poche provocazioni, la crisi attuale della religiosità contemporanea. Non sottraendosi a delineare un quadro della Chiesa futura, perché l’audacia della santità è a portata di mano.

La testimonianza profetica

Un saggio prima sociologico – per esperti e appassionati della materia – e poi anche un piccolo trattato di “teologia della vita”, con piacevoli incursioni pastorali, ecclesiali ed ecumeniche. Così, se viviamo l’epoca del post-cristianesimo, in grande crisi soprattutto nel ricco e stanco Occidente, c’è una strada da percorrere per rinvigorirlo, ed è la credibilità della testimonianza profetica. Che ha in papa Francesco l’esempio migliore. Fratelli tutti è la risposta al decadere dell’idea religiosa in questo secolo, un profumo del vangelo che si occupa di stare non nelle sagrestie ma in mezzo la strada, con gli altri e per l’”altro”.

Le tre direttrici

Oggi, la religione cristiana non può che essere la religione del vangelo. Che si muove su tre direttrici. La prima è legata ai rischi di disumanizzazione connessi ai processi di globalizzazione, rispetto ai quali la Chiesa è chiamata a maturare una vocazione profetica di controcultura. La seconda direttrice riguarda il sorgere di un’autentica cultura dell’amore. La vicenda del XXI secolo avrà un volto umano se terrà conto della logica dell’amore gratuito, del perdono, della compassione che faccia pendere il piatto della bilancia a favore dei più svantaggiati. Infine, un terzo itinerario si dovrà confrontare con la necessità sempre più pressante di una giustizia ecologica, nella speranza che cristiani si rendano consapevoli della loro responsabilità storica nei confronti della famiglia umana e del destino del nostro pianeta.

Se non ora, quando?

In questo senso il viaggio che consiglia Brunetto Salvarani è un itinerario che prova a riscoprire le nuove virtù teologali nel racconto della testimonianza profetica, della strategia della memoria che mette in primo piano la formazione delle coscienze. Solo così potremo rispondere alla domanda: «Sentinella, quanto resta della notte»? E poi ancora: sperare per gli altri, amare la vita, farsi prossimi, trasformare il nemico in ospite. Affinché il tempo del kairòs sia il tempo di oggi ma anche il tempo di domani. «Se c’è un tempo per ogni cosa – scrive l’autore – questo è il tempo per non esentarsi dal tentare l’opera e dal sentirsene partecipi, tenendo conto che l’attuale cambiamento dell’epoca richiede in primo luogo di mutare sguardi, cuori e pensieri: perché la Chiesa del futuro dipenderà dalla Chiesa di oggi che ascolta e risponde al mondo in cui vive. Se non ora quando? 

Tecla e le donne

La Chiesa del futuro ha bisogno delle donne. In questo senso Alice Bianchi, dottoranda in Teologia Fondamentale alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e facente parte del consiglio di presidenza del Coordinamento teologhe italiane, e consigliera nazionale per il settore Giovani di Ac, racconta in un testo appassionato e specifico, la Tecla che non conosciamo – Tecla. “Io mi battezzo nell’ultimo giorno”, Edizioni San Paolo, 2019, ma ripubblicato come opuscolo allegato da Famiglia Cristiana nel 2023 con il titolo Tecla. L’audacia della santità ) –. A Santa Tecla le si attribuiscono tradizionalmente i titoli di vergine, martire, discepola di Paolo e apostola. Attraverso questo rigoroso, e al contempo leggibilissimo libro, Alice Bianchi parte dagli Atti di Paolo e Tecla, per portarci a conoscere una Tecla delle “origini”, donna che decide, e che parla a noi, uomini e donne di oggi.

Una donna (santa) da riscoprire

Eppure Tecla di Iconio sarebbe la prima donna martire cristiana, «il corrispondente femminile di Santo Stefano», scrive l’autrice. Ma pare essere un po’ dimenticata. Come mai la storia non le ha dato lo stesso rilievo? Era troppo ribelle per la parte maschile e potente della Chiesa? O troppo angelicata e banale per attirare attenzione femminile? Lungo i secoli Tecla è stata entrambe le cose: la paladina del riscatto sociale delle donne e l’esempio morale di verginità, la madre della fede degenere e quella bigotta. 

Una figura femminile che però ancora ci affascina oggi. E che andrebbe riscoperta, come fa questo libro, e anche riletta, in un momento storico in cui l’apporto delle donne all’interno della Chiesa (leggi qui su Armida Barelli) riscopre con Francesco nuovo vigore e potenzialità tutte da scoprire.

Brunetto Salvarani e Alice Bianchi, dunque, come compagni di viaggio. Un viaggio ecclesiale da portarsi nello zaino del pellegrino, per un’estate attenta alle cose che valgono.

foto: Pixabay