Ho un popolo numeroso in questa città. XVII Assemblea nazionale - 25 aprile - 2 maggio 2021

Disponibile on line, su App e tra poco nella versione cartacea, il nuovo numero di Segno nel mondo

Largo ai giovani. Il tempo giusto per costruire futuro

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“Largo ai giovani: è tempo di un’alleanza autentica”: è il titolo del dossier del primo numero del nuovo anno di «Segno nel mondo», interamente dedicato ai giovani (disponibile subito on line cliccando QUI oppure scaricando il numero sull’App dedicata). Nessuna generazione, infatti, si è trovata etichettata con tante definizioni: bamboccioni o sdraiati, millenials, generazione app o generazione Z. La strada di una vera alleanza tra giovani e adulti è osteggiata da pregiudizi e “rottamatori”.
Per ripartire, occorre riscoprire il gusto di lavorare a progetti comuni. In questo dossier ne parlano anzitutto i vicepresidenti nazionali per il Settore Giovani dell’Azione cattolica italiana, Luisa Alfarano e Michele Tridente. La parola, poi, a Luca Micelli, professore di liceo alle prese con le emozioni degli studenti: «Li vedo speranzosi ma anche affaticati e spaventati. C’è chi si è chiuso in sé stesso, ma molti crescono nella consapevolezza di sé e nella responsabilità verso gli altri». Quindi Anna Rebecca Ceccato e Tommaso Trevisanello che hanno preparato il matrimonio tra divieti, disdette e quarantene. Raccontano di amore, affettività e valore della comunità. Quindi Bernardo Mascellani, 27 anni, che è un “case-study”. Ha creato una società di marketing e comunicazione a Pisa e una nuova impresa in apertura a Trento. Il lavoro, l’informatica, l’impegno nel Msac, il filo rosso è «il valore del tempo». In un paese gerontocratico è tempo di guardare – davvero – ai giovani. Cominciando ad ascoltarli. E a far posto alle nuove generazioni.

Lo sguardo del giornale non può non ascoltare le domande e i dubbi che ci arrivano da questo tempo “sospeso” dalla pandemia. Ecco allora un’intervista alla sociologa Maria Grazia Galantino, che ci aiuta a vedere il buono che c’è in questi giorni difficili, mentre lo psichiatra Tonino Cantelmi ci parla dell’amore al tempo del Covid, sopraffatto spesso dalla tecnologia digitale. Un tempo che non ferma le storie di solidarietà, come dimostrano l’esperienza dell’associazione Refugees welcome e quella degli amici di Deir Mar Musa, tra accoglienza in famiglia ai rifugiati e studenti siriani, insieme a l’Ostello della solidarietà, un progetto davvero interessante di Caritas ambrosiana a Lecco.

Yoannis Lahzi Gaid, ex segretario di papa Francesco, racconta a Segno lo speciale rapporto con Bergoglio ma anche il suo impegno a favore dei bambini senza una famiglia nella sua città, Il Cairo.
L’intervista centrale del giornale è dedicata alla “teologia della porta accanto”. Brunetto Salvarani, teologo pop, ci spiega l’amore per una teologia che non ha paura di confrontarsi con la musica, il fumetto, i viaggi, la letteratura.

Con questo primo numero, inoltre, inizia un percorso dedicato alla revisione del Progetto formativo dell’Ac nella consueta rubrica “Il primato della vita”, mentre in “Perché credere” Gianluca Zurra, assistente nazionale per i settore Giovani, inizia una riflessione annuale alla riscoperta della speranza. Prima parola: desiderio.
Una notizia, infine, ben spiegata nell’editoriale di apertura: Gianni Borsa, lascia la direzione del giornale dopo ben 14 anni. A guidarlo dal prossimo numero sarà Marco Iasevoli.

(A cura della redazione di «Segno nel mondo»)