Documento della Pontificia Accademia per la Vita. La condizione della “terza età” dopo la pandemia

La vecchiaia: il nostro futuro

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La Pontificia Accademia per la Vita, d’intesa con il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, ha pubblicato il documento La vecchiaia: il nostro futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia. Da quando la pandemia ha avvolto il mondo, le persone anziane sono state le più colpite a livello internazionale. Se, da un lato, ciò è dovuto alla fragilità insita nella vecchiaia e nelle patologie che la accompagnano, dall’altro il numero elevato di vittime non può non suscitare la questione del ripensamento dell’intero modello di assistenza, che pare vada corretto al di là dei confini dei singoli stati. Affinché si ponga al centro dell’attenzione delle politiche sanitarie e sociali la singola persona e la sua situazione. Si parte dal desiderio di ogni uomo e ogni donna di vivere l’ultima stagione della vita accompagnati e sostenuti dai propri familiari e inseriti in un habitat idoneo a vivere i giorni di una serena vecchiaia.

Il testo dell’Accademia propone il concetto del continuum assistenziale in cui la singola persona possa essere presa in carico da un sistema assistenziale in cui la famiglia sia sostenuta da nuovi e innovativi modelli integrati di cura: assistenza domiciliare, “assisted living”, personale sanitario “di quartiere”, nuovi modelli di case-famiglia e di convivenze, servizi erogati a casa per favorire il permanere presso la propria abitazione.
Le attuali strutture che ospitano gli anziani hanno certamente costituito una proposta di accoglienza per rispondere ad una domanda e ad una vera necessità e tante istituzioni guidate da religiosi, all’interno del mondo della Chiesa, sono state un vero sostegno, per molti, nel tempo della debolezza. Ma oggi serve avviare un dibattito franco e serio sull’efficacia e sulla fattibilità di nuovi modelli di accoglienza.

Con questo documento la Pontificia Accademia per la Vita riprende la riflessione già avviata con la nota del 30 marzo 2020 (Pandemia e Fraternità Universale), proseguita con la Nota del 22 luglio 2020 (L’Humana Communitas nell’era della Pandemia. Riflessioni inattuali sulla rinascita della vita ) e con il documento congiunto con il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale (Vaccino per tutti. 20 punti per un mondo più giusto e sano) del 28 dicembre 2020.

L’intenzione è di proporre la via della Chiesa, maestra di umanità, ad un mondo cambiato dal Covid19, a donne e uomini alla ricerca di un significato e di una speranza per la loro vita.
Una rinnovata attenzione, a cui Papa Francesco chiama tutti, nei confronti degli anziani e del loro rapporto con i nipoti e le nuove generazioni, dovrà condurre ad un ripensamento della cura di ogni uomo e di ogni donna che riceve la grazia della benedizione di una lunga vita.
Non è bene staccare i bambini e i giovani dal contatto continuo con i loro genitori e i loro nonni. Una società che produce la “cultura dello scarto” ha bisogno della profezia della Chiesa che, nella sua sapienza, indica la strada della comunione e della prossimità delle generazioni che si susseguono, perché nessuno resti solo e sia abbandonato e perché chi è giovane impari che la fragilità è un talento e una ricchezza.