Speciale “Sorella maggiore”. E il ruolo del cattolicesimo democratico

La guerra in Ucraina, lo speciale dedicato ad Armida Barelli, e il ruolo del cattolicesimo democratico. Disponibile on line il nuovo numero di "Segno nel mondo"

Un numero davvero speciale, questo, di Segno nel mondo. Che avvolge il proprio racconto dentro i fatti del nostro tempo, a cominciare dalla guerra in Ucraina per poi approfondire la beatificazione di Armida Barelli e infine entrare in un ricco dossier sul cattolicesimo democratico. Da oggi disponibile on line a questo link, si presta a essere letto, diffuso, fotocopiato nei gruppi, nelle parrocchie, nelle diocesi.

L’editoriale, a firma di mons. Gualtiero Sigismondi, assistente generale dell’Azione cattolica italiana, ci parla di Pasqua e pace, alla luce dei giorni terribili che stiamo vivendo, mentre il focus su Ucraina e Unione Europea scritto da Gianni Borsa, giornalista del Sir e presidente dell’Ac di Milano, ci spiega come la guerra in corso richiama l’Europa alla propria missione di pace, declinando questa missione in scelte tanto concrete quanto complesse.

Ma è sulla giornata di sabato 30 aprile che Segno nel mondo dedica un ampio speciale. Nel Duomo di Milano ci sarà la beatificazione di Armida Barelli. L’Azione cattolica italiana fa parte del Comitato di beatificazione e canonizzazione insieme alla diocesi di Milano, all’Università Cattolica del Sacro Cuore e all’Istituto secolare delle Missionarie della Regalità di Cristo. Segno dedica alla “Sorella maggiore” uno speciale certo non esaustivo, ma che potrà essere utile, ci auguriamo, a promuoverne la conoscenza anche presso i soci più giovani. Ricordare la figura
di Armida Barelli e la storia della Gioventù femminile di Ac significa portare nel presente idee e passioni che ancora oggi possono profondamente aiutare la Chiesa e la società italiana. 

Lo “speciale” si conclude introducendoci anche alla canonizzazione, il 15 maggio, del “fratello universale” Charles de Foucauld.

Il dossier si concentra invece sul ruolo del “cattolicesimo democratico”. Con l’introduzione di Giuseppe Notarstefano, presidente nazionale di Ac, proviamo a imbastire una prima riflessione sul presente e sul futuro del cattolicesimo democratico, tradizione politica di cui, «il Paese riconosce la necessità» specie nei momenti di emergenza, ma che non sembra avere alle spalle «un movimento sufficientemente vivace». Notarstefano indica rotte operative e stili possibili per i laici impegnati e per l’associazionismo. Il dossier è arricchito dall’intervento di Angelo Picariello, giornalista-quirinalista di Avvenire e appassionato della lezione di Aldo Moro, e dalle interviste a Ernesto Preziosi, Debora Ciliento e Francesco Russo. Nella prospettiva di valorizzare le numerose esperienze politiche e amministrative sui territori, raccogliamo le testimonianze di Benedetta Simon, Giuseppe Irace, Raimondo Cacciotto, Dario Maresca e Francesco Crinelli. 

Nella rubrica Perché credere, infine, l’assistente nazionale del Msac, Mario Diana, riferendosi al tema della fraternità, riconosce in essa il fondamento spirituale di un atteggiamento etico che non ha paura di sporcarsi le mani con “l’altro”: «se provassimo a stilare un glossario delle parole più utilizzate negli ultimi anni dalle nostre comunità ecclesiali – scrive don Mario – sicuramente sul podio salirebbe la parola fraternità! Ma non è solo questione di parole. È una scelta di postura».

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redazione