Ricerca del quotidiano Avvenire dedicata al ben-vivere delle nostre città

La ricchezza oltre il Pil. Generatività e responsabilità sociale

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Il quotidiano “Avvenire” in collaborazione con la Scuola di economia civile e con il supporto di Federcasse ha realizzato una interessante indagine sul Ben-Vivere nei nostri territori, l’Italia oltre il Pil, alla ricerca del vero benessere e della capacità di tutti di attivarsi. Generatività e responsabilità sociale gli ambiti decisivi misurati. Con una premessa metodologica e filosofica: la ricchezza pro-capite, lo sviluppo economico e le opportunità occupazionali sono una parte importante ma non esclusiva nel determinare il vivere bene.
Ecco perché l’indagine ha deciso di mettere al centro della “valutazione” altri fattori: partendo da un’attività di analisi, una serie di focus group, si è cercato di misurare cosa influisce maggiormente sulla qualità della vita delle persone e in quali ambiti gli abitanti di una città riescono meglio a esprimere se stessi, a sviluppare le proprie potenzialità, a essere generativi, a incidere sulla vita degli altri in maniera significativa.
I domini all’interno dei quali sono stati selezionati gli indicatori specifici sono: demografia e famiglia, salute, impegno civile, ambiente turismo e cultura, servizi alla persona, legalità e sicurezza, lavoro, inclusione economica, capitale umano, accoglienza. I ricercatori della Università di Roma Tor Vergata e della Lumsa, Lorenzo Semplici e Dalila De Rosa – coordinati dai docenti Leonardo Becchetti, Luigino Bruni e Vittorio Pelligra – hanno quindi rielaborato i dati a livello provinciale di Istat e altre istituzioni.
Ne è emersa una misura tradizionale del benessere, costruita con un punteggio medio nei domini e negli indicatori selezionati dal gruppo di ricerca, che però riflette la scala di attenzioni e priorità fissate nei focus group. Privilegiando gli aspetti che i recenti studi empirici su soddisfazione e senso della vita dimostrano essere fondamentali. Ad esempio: la qualità dei servizi alla persona, la possibilità di dar vita a nuove iniziative economiche, l’offerta formativa, la salvaguardia dell’ambiente, la capacità di accogliere e tutelare la vita nelle sue varie forme.
E così si è arrivati a stilare la classifica: dominata dalle province autonome di Bolzano e Trento, tallonate dai capoluoghi del Friuli Venezia Giulia con Pordenone al terzo posto, Gorizia e Udine al nono e al decimo, dopo il buon piazzamento di Firenze, Parma e Pisa che battono la titolata Milano e la dotta Bologna.
Sono tanti gli spunti di riflessione che possono emergere anche solo da una prima lettura della classifica. In generale, i centri medi sembrano offrire una qualità complessiva migliore, come se le grandi metropoli pur ricchissime di opportunità pagassero il prezzo della maggiore densità in termini di peggiore qualità ambientale e minore attenzione alle relazioni.
Si confermano le difficoltà del Mezzogiorno, tutto nella seconda parte della classifica, fino agli ultimi posti di Reggio Calabria, Vibo Valentia, Napoli e Crotone. Città e intere regioni che, oltre al divario economico e occupazionale (il reddito medio disponibile nella provincia di Enna, 25.700 euro, è meno della metà di quello di Milano, 55.553 euro) scontano anche peggiori servizi pubblici e un capitale umano più povero (a Bologna i giovani con laurea sono il 37,5% e i diplomati il 70%, nella provincia di Barletta-Andria i laureati sono meno della metà, il 14,5%, i diplomati appena il 40%). Certo, ci sono i paradossi del benessere che città come Trento, Bolzano, Milano pagano in termini di maggiore dipendenza dall’alcool, disagio psichico e numero di suicidi, ma anche questo non è sufficiente a dare una misura precisa del vivere bene in un territorio.
In conclusione, un tentativo riuscito di immersione nella realtà profonda del Paese. Accompagnato da altre due classifiche, assai significative per i parametri utilizzati, sulla “Generatività dei territori” e sulla “Responsabilità civile dei territori” che è o possibile leggere  su www.avvenire.it  Dove oltre a trovare la classifica del Ben-vivere potrete interagire con essa “pesando” voi i diversi parametri per scoprire il vostro territorio ideale, la città in cui vorreste vivere.