“Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”. Presentato il documento sul processo sinodale voluto da Francesco

La parola al popolo di Dio

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Slitta ad ottobre 2023 la fase finale del prossimo Sinodo dei vescovi “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”, inizialmente prevista per ottobre 2022. È quanto stabilisce il Documento sul processo sinodale, presentato dal card. Mario Grech, Segretario generale del Sinodo dei vescovi, naturale conseguenza della volontà di Francesco di dare tempo a un Sinodo dei vescovi che papa Bergoglio vuole si sviluppi “dal basso”, non più evento di gerarchia ma cammino di popolo.

Approvato lo scorso 24 aprile dal Santo Padre, il Documento ricorda infatti che il Sinodo dei vescovi «è il punto di convergenza del dinamismo di ascolto reciproco nello Spirito Santo, condotto a tutti i livelli della vita della Chiesa»; e spiega che la nuova articolazione delle differenti fasi del processo sinodale renderà «possibile l’ascolto reale del popolo di Dio», garantendo «la partecipazione di tutti al processo sinodale». Perché il Sinodo «non è solo un evento, ma un processo che coinvolge in sinergia il popolo di Dio, il Collegio episcopale e il vescovo di Roma, ciascuno secondo la propria funzione».

Tra l’ottobre del 2021 (il cammino sarà inaugurato dal Papa in Vaticano il 9 e 10 ottobre) e l’ottobre del 2023 si avranno tre tappe di lavoro: da una fase diocesana a una continentale, che daranno vita a due differenti Instrumentum laboris, fino a quella conclusiva a livello di Chiesa universale.

Le Chiese particolari inizieranno il loro cammino domenica 17 ottobre sotto la presidenza del vescovo diocesano. «L’obiettivo di questa fase è la consultazione del popolo di Dio, affinché il processo sinodale si realizzi nell’ascolto della totalità dei battezzati», si legge nel Documento. Per facilitare la partecipazione di tutti, la Segreteria generale del Sinodo invierà un testo preparatorio accompagnato da un questionario e da un vademecum con le proposte per realizzare la consultazione. Lo stesso testo sarà inviato a Dicasteri di Curia, Unioni dei Superiori e delle Superiore Maggiori, unioni o federazioni di vita consacrata, movimenti internazionali laicali, Università o Facoltà di Teologia.

Ogni vescovo, prima di ottobre 2021, nominerà un responsabile diocesano quale punto di riferimento e collegamento con la Conferenza episcopale che accompagnerà in ogni passo la consultazione nella Chiesa particolare. A sua volta, la Conferenza episcopale nominerà un responsabile o un’équipe come referente con i responsabili diocesani e la Segreteria generale del Sinodo. Il discernimento diocesano culminerà con una «Riunione pre-sinodale», a conclusione della consultazione. I contributi saranno inviati alla propria Conferenza episcopale entro una data da questa stabilita.

Toccherà, quindi, ai vescovi riuniti in assemblea aprire un periodo di discernimento per «ascoltare ciò che lo Spirito ha suscitato nelle Chiese loro affidate» e fare una sintesi dei contributi. La sintesi sarà inviata alla Segreteria del Sinodo, come pure i contributi di ogni Chiesa particolare. Il tutto prima di aprile 2022. Allo stesso modo, si riceveranno anche i contributi inviati da Dicasteri, Università, Unione di Superiori generali, federazioni di Vita consacrata, movimenti. Ottenuto il materiale, la Segreteria generale del Sinodo stilerà il primo Instrumentum laboris, che servirà da traccia di lavoro dei partecipanti all’assemblea in Vaticano e che sarà pubblicato nel settembre 2022 e inviato alle Chiese particolari.

Inizia così la seconda fase del cammino sinodale, quella “continentale”, in programma fino a marzo 2023. La finalità è di dialogare a livello continentale sul testo dell’Instrumentum laboris e compiere, dunque, «un ulteriore atto di discernimento alla luce delle particolarità culturali specifiche di ogni continente». Nelle Assemblee continentali sarà redatto un documento finale, da inviare nel marzo 2023 alla Segreteria del Sinodo che procederà infine alla redazione di un secondo Instrumentum laboris, la cui pubblicazione è prevista per giugno 2023.

Questo lungo percorso, che vuole configurare «un esercizio della collegialità entro l’esercizio della sinodalità», culminerà nell’ottobre 2023 con la celebrazione del Sinodo a Roma, secondo le procedure stabilite nella costituzione promulgata nel 2018 da Papa Francesco Episcopalis Communio.