Economy of Francesco - Giorno 1

La pace è un bene universale/La dignità della persona è irrinunciabile

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di Carlo del Buono - Ac Malta - Questa prima giornata ha già chiarito cos’è Economy of Francesco. Si è partiti immediatamente da lui, il santo poverello di Assisi, attraverso l’incipit del Cantico delle Creature, letto da mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, che ha definito San Francesco un innovatore, una persona che già a suo tempo aveva capito che il denaro è soltanto uno strumento e che l’economia deve aspirare al bene di tutti. Proprio partendo da San Francesco e dai luoghi a lui più cari, oltre 2000 giovani (in collegamento streaming a causa della pandemia) da 120 Paesi diversi vogliono ridisegnare l’economia, affrontando argomenti chiave per il presente ed il futuro dell’umanità e lanciando una sfida al pensiero economico convenzionale basato esclusivamente sulla ricerca del profitto. Card. Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha rivolto un invito ad immaginare uno sviluppo economico sostenibile, passando da un’economia liquida ad un’economia sociale che investa nelle persone, nella vita e nella creazione di lavoro. Un tema significativo è il riconoscimento della dignità del lavoro, che non ha come riferimento il ruolo di amministratore delegato o di addetto alle pulizia, ma ciascun individuo in quanto essere umano. Assisi è diventata in questi giorni la patria della fraternità e dell’umanesimo, secondo la definizione del sindaco di Assisi Stefania Proietti, dove i giovani di Economy of Francesco hanno il compito di condividere idee e avanzare proposte per abbattere le disuguaglianze. Occorre, infatti, dare una nuova anima all’economia di domani, poiché le misure “mainstream” del valore come prezzo di mercato e PIL come indicatore di sviluppo e produzione sono troppo riduttive e non considerano molti altri fattori che ha un impatto rilevante nei processi di creazione del valore. Il prof. Stefano Zamagni, economista e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha richiamato l’urgente bisogno di un sistema contabile che non tenga in considerazione soltanto gli aspetti finanziari, ma anche sociali e ambientali, poiché da solo l’utile è un’informazione incompleta del risultato aziendale.

Economy of Francesco è anche un tempo propizio per la riflessione personale, dove alcuni aspetti della vita di San Francesco, raccontati dall’arte degli affreschi, dalla musica e dalla danza, invitano ad avvicinarsi e sentirsi fratello dei poveri, degli emarginati e dei lebbrosi.

Diversi seminari per affrontare alcuni interessanti temi sono stati il cuore di questa prima giornata di lavori, ma purtroppo è stato possibile seguirne soltanto due, a causa della contemporaneità. Un concetto chiave espresso nel workshop “Peace economics and industrial reconversion: a recovery plan for the world”, con Raul Caruso, Juan Camilo Cárdenas e Susi Snyder, è quello di pace come bene universale, un bene né privato o né pubblico, ma appartenente a tutta l’umanità. Una considerazione molto interessante è il collegamento tra pace e creato: la pace è strettamente legata all’attenzione ecologica, la violenza e i conflitti conducono soltanto a fenomeni di distruzione e deforestazione, con effetti di tipo anche cognitivo sull’uomo. Tuttavia, la pace è costantemente minacciata dall’industria militare che nel 2019 valeva 2 trillioni di dollari, di cui 73 miliardi di dollari spesi in armi nucleari, un cifra che significa 2000 dollari al secondo. Sono emerse alcune proposte concrete per la rendere la pace un bene davvero universale. La prima è il delisting e il divieto di quotazione in borsa per le aziende produttrici di armi; la seconda è l’istituzione di un’autorità internazionale indipendente dagli Stati, sullo stile della BCE, che vigili e regoli le esportazioni di armi; infine la promozione di una campagna globale di disincentivazione degli investimenti in aziende direttamente o indirettamente collegate alla guerra per dirottare capitali verso società che sono attente al bene comune e combinano risultati positivi economici e sociali.

Nella conferenza “Business models for a human economy: three experiences” con Juan Manuel Sinde, Pedro Tarak e María Elena González, tre modelli di business, Economia di Comunione, Sistema B e Fondazione Arizmendiarrieta sono stati confrontati. Una caratteristica essenziale di tutte le esperienze è la centralità della dignità dell’individuo, già richiamata nell’intervento di card. Turkson, poiché non la grandezza di un’azienda non si misura dalle dimensioni ma dal rispetto delle persone portatrici di interessi: dipendenti, manager, investitori, clienti, fornitori, governi e società civile. Un’altra attenzione fondamentale è l’inclusività e la creazione di una cultura partecipativa, che si realizza anche nella trasparenza informativa e nell’ascolto delle diverse opinioni. Infine, è necessario “dare a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio”, per cui la redditività è associata a profitti e risultati di carattere sociale e ambientale.

Un adattamento teatrale de Il Ritorno del Piccolo Principe è stata la perfetta conclusione dei lavori, in cui si è potuto riflettere ancora una volta sui temi della pace come giustizia sociale, della guerra come malattia dell’umanità e dell’importanza della condivisione.

 

Economy of Francesco – Day 1

This first day has already clarified what is Economy of Francesco. It began directly from him, the poor man of Assisi, through the opening of Laudes Creaturarum, read by mgr. Domentico Sorrentino, bishop of Assisi, who definied St. Francis as a changemaker, a person who understood in his times that money is only an instrument and economy must aim to common good. Starting from St Francis and his beloved places, more than 2,000 young people (streaming connected due to the ongoing pandemic) from 120 different countries wish to redesign the economy, addressing key topics for present and future of humanity and challenging mainstream economic thinking exclusively based on profit-seeking. Card. Peter Turkson, prefect of Dicastery for Promoting Integral Human Development, invited to imagine a sustainable economic development, shifting from a liquid economy to a social economy which invests on people, life and job creation. A meaningful theme is the recognition of dignity of labour, that has as reference point each individual as human being and  not roles such as CEO or cleaner.  Assisi has become in these days the homeland of fraternity and humanesism, accordind to the definition of Stefania Proietti, mayor of Assisi, where youth of Economy of Francesco will share ideas and will make proposals on how to breakdown inequalities. It is necessary to give a new soul to tomorrow’s economy, because mainstream metrics like value as market price and GDP as development and production indicator are too reductionist and whereas several other factors with relevant impact in value creation are not taken into consideration. Prof. Stefano Zamagni, economist and president of Pontifical Academy of Social Sciences, recalled the urgent need for an accounting system that includes not only financial aspects, but also social and environmental issues, because standalone profit is an incomplete information of firm’s result.  

Economy of Francesco represents also a favourable time for personal reflection, when some aspects of St. Francis’ life, narrated by the art of frescos, music and dance, invite to approach and to feel brother of poor people, outcasts, lepers.

Several seminars tackling some interesting topics were at heart of this first day of works, but unfortunately, it was possible to attend only two of them, due to contemporaneity. A key concept coming from the workshop “Peace economics and industrial reconversion: a recovery plan for the world”, with prof. Raul Caruso, prof. Juan Camilo Cárdenas and Ms Susi Snyder, was the definition of peace as universal good, neither a private good or a common good, but a good belonging to all mankind. A very interesting consideration is the connection between peace and creation: peace is closely related to care for ecology, violence and conflicts lead only to destruction and deforestation, affecting also cognitive health of people. Although, peace is constantly threatened by military industry, that was worth USD 2 trillions in 2019,  of which USD 73 billions spent in nuclear weapons, an amount equivalent to USD 2,000 per second. Some concrete proposals emerged to transform peace into a really universal good. The first one is to delist and to impose a listing ban in stock exchanges for weapon manufacturers; second proposal is to establish an international authority independent from governments, ECB-like, to supervise and to regulate military export; finally, the launch of a global campaign to discourage investments in companies directly and indirectly linked to war and to divert funds towards companies that care common good and that combine positive economic and social results.

During the conference “Business models for a human economy: three experiences” with Juan Manuel Sinde, Pedro Tarak and María Elena González, three business models, Economy of Communion, Sistema B and Arizmendiarrieta Foundation were discussed. Essential characteristic of all the experiences is the focus on dignity of individuals, already mentioned by card. Turkson, because the size of a company cannot be measured by how big that company is, but by the respect to all stakeholders: employees, managers, investors, clients, suppliers, governments and civil society. Another fundamental feature is the inclusivity and the creation of a participative culture, realized also through trasparency and attention to different opinions. In the end, it occurs to “render to Caesar the things that are Caesar's, and to God the things that are God's”, thus profit generation is associated to social and environmental results.

A theatrical adaptation of The Return of The Little Prince was the perfect closing of works, allowing to reflect once again on topics of peace as social justice, war as mankind’s disease and the importance of sharing.