Il racconto della giornata Ac in Campania

La missione è formazione e servizio

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di Mafalda Maciariello* - Domenica 17 febbraio 2019, nella diocesi di Amalfi-Cava, presso il convento di S. Francesco a Cava, la presidenza nazionale ha incontrato i consigli delle ventuno diocesi aderenti all’Azione Cattolica della Campania. Circa 300 persone felici di trascorrere, ancora una volta, una domenica tra “amici che si vogliono bene”. Durante la celebrazione eucaristica con cui ha avuto inizio la giornata, il vescovo Orazio Soricelli, ordinario del luogo, ha voluto incoraggiarci a perseverare nel nostro servizio e ringraziarci con un’esortazione: «Carissima Azione Cattolica, grazie di esistere e di resistere».
Il titolo del consiglio “Tutti i santi giorni – Missionarietà e ordinarietà nella vita dell’Ac” ha evidenziato la necessità di riflettere insieme su alcune priorità della formazione e del servizio. Il racconto di alcune esperienze delle associazioni diocesane della Campania ha pertanto avuto come filo conduttore la ferialità - tutti i santi giorni (!) - dell’esperienza di Ac, portatrice di fatiche ma soprattutto della gioia, che siamo chiamati a condividere e trasmettere.
In filigrana, nei racconti, si è potuto intravedere il magistero di Papa Francesco, in particolare la Laudato si’; le testimonianze infatti hanno riguardato la cura del fratello fragile, del territorio ferito, della cultura. Ne è emerso che l’Azione Cattolica in Campania esercita la missione nella formazione, nella lettura attenta, realistica e profetica dei luoghi e dei tempi, nel servizio alla persona. Spesso realizzata oltre i confini regionali e nazionali, essa profuma di gratuità, di responsabilità, di profezia declinate tenendo ferme le scelte di fondo e le tradizioni della vita associativa.
Tra i punti fermi resta quindi l’attenzione a realizzare una formazione organizzata secondo itinerari capaci di fornire strumenti utili a leggere la vita che si svolge nel territorio regionale.
Il racconto delle esperienze ha consolidato delle certezze: il fatto che l’impegno missionario restituisce sempre in termini di gioia; che è urgente animare cristianamente la cultura poiché “ci fa rimanere umani”; che il dono più prezioso che ciascuno di noi può dare è il tempo; che i percorsi formativi hanno una carica di trasferibilità in ambienti ulteriori rispetto alla parrocchia; che, infine, la cura del creato necessita del consolidamento di alleanze con altre realtà associative e chiese locali. La richiesta di esperienze da parte della delegazione regionale di Ac alle diocesi ha prodotto da un lato imbarazzo nella scelta e dall’altro la consapevolezza della ricchezza e creatività di quanto le nostre associazioni realizzino quotidianamente.
Al racconto è seguito il momento delle FAQ (frequently associative questions!) poste dai consigli diocesani agli undici membri presenti della presidenza nazionale. Le domande hanno riguardato diverse tematiche, dall’impegno in politica ad aspetti strettamente connessi alla vita associativa, e hanno evidenziato l’importanza di offrire occasioni di franco e costruttivo dialogo tra i diversi livelli associativi.
Il pomeriggio, infine, ci ha visti impegnati divisi nei settori, nell’articolazione dell’Acr, nel Mlac e nel comitato presidenti, in cui è continuato il confronto con gli amici della presidenza nazionale. Matteo Truffelli, in un passaggio del confronto con i presidenti diocesani ha sottolineato l’importanza di non lasciare sole le persone che accettano una responsabilità associativa, ma di assicurare una rete di corresponsabilità, e di far emergere dal proprio servizio reso come responsabili che il servizio rende più bella la propria esistenza.

*Delegata regionale Ac Campania