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Dieci anni dall'Evangelii gaudium

La magna charta dell’Azione cattolica

Il 24 novembre ricorrono i dieci anni dalla pubblicazione dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium, documento fondamentale del magistero di papa Francesco che continua a ispirare le scelte e il cammino dell’associazione
foto: Romano Siciliani
foto: Romano Siciliani

«Grazie per aver assunto decisamente la Evangelii gaudium come magna charta». Il 27 aprile 2017, parlando ai partecipanti al congresso del Forum internazionale dell’Azione cattolica (Fiac), papa Francesco iniziava così il suo intervento. Un richiamo esplicito all’esortazione apostolica da cui, potremmo dire, nasce il magistero del pontefice arrivato “quasi dalla fine del mondo”. E, in effetti, a dieci anni dalla sua redazione, Evangelii gaudium rimane un’opera fondamentale non solo per comprendere il ricco magistero di Francesco, ma per capire la direzione che la stessa Azione cattolica ha intrapreso in questo periodo. (puoi scaricare l’articolo quiLa magna charta dell’Azione cattolica – dall’ultimo numero di Segno nel mondo).

L’esortazione è, a tutti gli effetti, il programma pastorale del magistero petrino di Jorge Mario Bergoglio. Un programma impegnativo, esteso, a volte difficile da comprendere per noi Chiese occidentali, ma al tempo stesso ricco di suggestioni, di fascino, di uno slancio rinnovato.

Senza Evangelii gaudium non ci sarebbero state nemmeno le encicliche e le esortazioni apostoliche successive, che da questo documento di fatto traggono linfa e significato. Non ci sarebbe il Sinodo della Chiesa universale sulla sinodalità e, di conseguenza, nemmeno il cammino sinodale della Chiesa italiana che in questi mesi stanno vivendo momenti cruciali. Si potrebbe arrivare a dire, forzando un po’ la mano, che senza Evangelii gaudium il rinnovamento pastorale, ecclesiale, sociale, ecologico, sarebbe stato maggiormente frenato e avrebbe una minore capacità di coinvolgere la vita delle persone e delle comunità.

L’Ac ed Evangelii gaudium

Ma come l’Azione cattolica italiana ha accolto questa esortazione apostolica che ci ha fatto conoscere Francesco? Nella prefazione de La vostra laicità è ricchezza, il volume edito dall’editrice Ave con gli interventi di papa Francesco all’Azione cattolica a dieci anni dal suo pontificato, non a caso l’assistente generale mons. Claudio Giuliodori scrive: «Quella di papa Francesco è un’Azione cattolica ridisegnata alla luce dell’Evangelii gaudium, del Convegno di Firenze e, più di recente, del Cammino sinodale della Chiesa». Mentre Emilio Inzaurraga, già presidente dell’Ac argentina e coordinatore del Fiac, ha definito l’esortazione apostolica pubblicata il 24 novembre 2013 la «magna charta dell’Azione Cattolica». 

La Chiesa in uscita e la magna charta dell’Azione cattolica

L’Ac ha infatti voluto, fin da subito, mettersi alla scuola di questo ricchissimo documento, ha saputo coglierne aspetti peculiari, ha deciso di mettersi in cammino e di farsi “scomodare” da Evangelii gaudium.

La Chiesa in uscita è, ben presto, diventata anche l’Azione Cattolica in uscita (en salida per dirlo con le parole spagnole del pontefice sudamericano), come ricorda il documento finale della quindicesima Assemblea nazionale del 2014. In quell’occasione, il 3 maggio 2014 a meno di sei mesi dall’uscita del primo fondamentale documento del suo magistero, papa Francesco aveva consegnato all’associazione tre verbi che hanno accompagnato il rinnovamento di questi anni: rimanere, andare, gioire. Tre verbi che prendono origine proprio dall’esortazione. E in particolare metteva in guardia responsabili, soci e simpatizzanti a evitare «la tentazione della «quiete», la tentazione della «chiusura», quella dell’«intimismo» e infine la tentazione della «serietà formale»: «Con questo rimanere in Gesù, andare ai confini, vivere la gioia evitando queste tentazioni, eviterete di portare avanti una vita più simile a statue da museo che a persone chiamate da Gesù a vivere e diffondere la gioia del Vangelo».

L’invito a diventare discepoli missionari

Ma, come detto, l’Azione cattolica aveva fin da subito aderito alle istanze di questo documento: l’invito a diventare “discepoli-missionari” contestualmente (non prima discepoli e poi missionari) è stato assunto dall’associazione che ha lavorato, e sta lavorando tuttora, per renderlo sempre più esplicito, sempre più concreto, sempre più aderente alla vita. 

Il primato della vita, la cura della spiritualità, quella delle relazioni, del Creato, della vita sociale e politica, non rappresentano una novità per l’associazione, ma di certo da Evangelii gaudium e dal magistero di Francesco tutti questi aspetti, e molti altri, hanno trovato motivi di rinnovamento, di freschezza, di maggiore aderenza alla realtà che, per citare solo uno dei passaggi fondanti entrati nel linguaggio comune, è davvero superiore all’idea. 

Non per caso papa Francesco, praticamente in tutti i suoi interventi all’Azione cattolica, ha ripreso le idee fondamentali dell’esortazione apostolica, l’ha citata in abbondanza, ha ringraziato l’associazione per questa ricerca, ostinata pure se non sempre ordinata, di tornare alla visione di Chiesa che emerge nitidamente dal documento per leggere e interpretare il difficile passaggio attuale, il “cambiamento d’epoca” che richiede otri nuovi per il vino, sempre nuovo, del Vangelo. 

*vicepresidente nazionale per il Settore adulti di Ac

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