Riviste digitali: prosegue il conto alla rovescia/1

La Giostra, laboratorio digitale per la “generazione touch screen”

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di Anna Peiretti* - Era il 2004 quando La Giostra si rinnovava completamente, sia nell’impostazione dei contenuti sia per la grafica; cambiò il formato, e anche il linguaggio. Per chi si ricorda la vecchia versione della rivista, i cambiamenti furono davvero incredibili.

Nella società complessa in cui viviamo, segnata dalla continua evoluzione dei processi di comunicazione, anche i bambini più piccoli richiedono che i testi siano adeguati. Basta mettere in mano uno schermo a un piccolo di un anno per vedere come interagisce spontaneamente. Le sue dita si muovono con competenza, anche quando si tratta di movimenti fini, e con intenzione (non vedrete mai un bambino muoversi a caso su uno schermo attivo). Non per niente li chiamiamo quelli della “generazione touch screen”. Con curiosità questo bambino assorbe i nuovi contenuti del testo: immagini in movimento, suoni, parlato. Sarebbe sbagliato pensare a una contrapposizione fra riviste o libri cartacei e digitali, poiché entrambi sono testi. Il fatto è che si presentano in forme diverse.

Già da qualche mese il gruppo di lavoro della rivista La Giostra si è messo al lavoro per offrire ai suoi lettori libri interattivi, detti anche “libri multitouch”. Le prime due storie de La giostra sono disponibili sugli store digitali: “Miracolo a Patazia” e “La storia di Qua e di Là”.

Ecco, qui il testo della storia si presenta in una forma nuova: il bambino ne sente la narrazione audio, non solo vede le illustrazioni che descrivono il racconto ma può interagire con esse in maniera attiva. In qualche modo il bambino vive l’esperienza di essere un lettore autonomo, fin dai primi anni di vita. La sua “personale” lettura della storia lo induce alla partecipazione: individua gli elementi, crea egli stesso scenari di scoperta, impara parole nuove.

Il testo digitale delle storie de La Giostra offre anche la grossa opportunità di familiarizzare con una lingua straniera, l’inglese. Ecco, è un narrare diverso ma non contrapposto. Il principio per comprendere questo processo editoriale è quello della traduzione; i testi si traducono in lingua straniera, ebbene oggi anche nella lingua multimediale e interattiva.

Forti dei risultati di questo primo esperimento che ha coinvolto l’Editrice Ave in un laboratorio formidabile, ora stiamo lavorando perché alcuni contenuti della rivista La Giostra siano disponibili sul sito, mese dopo mese. Troverete per ogni numero i disegni da colorare on-line, Giò che accompagna i bambini nella scoperta di nuove parole, anche in inglese. Oltre questo ci sarà anche il simpatico elefantino Fafà che proporrà ai bambini più piccoli semplici interazioni digitali.

Crediamo che la rivista cartacea La Giostra debba continuare a esistere, proprio per il valore che ha nella formazione alla lettura (l’incanto di un libro illustrato non svanirà mai…), ma questa scelta non si pone in alternativa a un progetto di La Giostra digitale che, in un futuro vicino, i bambini potranno “leggere in modo attivo” su tablet o su IPad.

*caporedattore de La Giostra