L’Istituto secolare delle Missionarie della Regalità di Cristo e Armida Barelli

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di Barbara Pandolfi* - L’Istituto secolare delle Missionarie della Regalità di Cristo nasce dall’intuizione di padre Agostino Gemelli e di Armida Barelli.
La vita e l’esperienza della Barelli danno corpo e concretezza ad una intuizione che progressivamente si faceva strada nella mente di Gemelli, ma che risuonava anche nel cuore delle ragazze della Gioventù femminile di Azione Cattolica: come consacrarsi a Dio senza rinunciare alla missione (apostolato) nel mondo?
Armida accoglie e dà inizio così a una nuova forma di vita consacrata, quella che oggi conosciamo come laicità consacrata. La caratteristica fondamentale fu da subito quella di una consacrazione per una missione nel mondo, attraverso la professione dei consigli evangelici, rimanendo, da laiche, nelle ordinarie condizioni di vita.

Negli anni della giovinezza di Armida alcune altre avevano intrapreso forme di vita simili, allora impensabili per una donna che volesse consacrarsi a Dio. Erano gli inizi degli Istituti Secolari.
Il 19 novembre del 1919, a san Damiano, nella culla dell’esperienza di Francesco e Chiara, nacque, con la consacrazione di Armida e delle prime compagne, quello che sarà l’Istituto secolare delle Missionarie della Regalità di Cristo.
Armida Barelli e Agostino Gemelli chiedevano alla Chiesa non solo il riconoscimento di una scelta individuale, ma l’approvazione di una forma di vita che appariva lontanissima dal codice di Diritto canonico emanato solo due anni prima, nel 1917.
Di fronte alla Barelli, che chiedeva questa approvazione al Papa, la risposta dei canonisti fu: quello che non è nel Codice, non è nella vita, non può essere nella realtà. (La Chiesa riconobbe questa forma di vita solo nel 1947, con la Costituzione apostolica Provida Mater Ecclesia).
Tra le molte cose che Armida ci ha lasciato in eredità certo non possiamo non ricordare l’audacia della sua fede, la sua determinazione, la sua incrollabile forza; quando intuiva che Dio le chiedeva qualcosa non mollava mai!

Ci ha lasciato la sua passione per il mondo, che l’ha sempre spinta ad accogliere gli stimoli che le giungevano dalla storia, letti come un appello di Dio per lei e per le sue compagne, fino a sentire come proprio il compito di formare le donne italiane chiamate per la prima volta al voto.
Armida sentiva la Chiesa come la sua casa, la casa di tutti, nella quale e della quale si sentiva partecipe in modo adulto e responsabile, testimoniandoci il senso di una presenza fedele, ma anche creativa e innovativa. 

La Barelli e Gemelli sono i nostri fondatori; essi hanno ricevuto un carisma di fondazione che è un dono non solo per noi, ma anche per la Chiesa e per il mondo. Tuttavia anch’esso, come ogni carisma, non è un fossile, ma un organismo vivente.
Armida ci accompagna, la percepiamo sorella nel cammino, capace di donarci la libertà di osare e sperimentare vie nuove per una presenza discreta ma solidale, accanto agli uomini e alle donne di oggi, alle loro attese di giustizia e di senso.
Ci ricorda di avere fiducia nei giovani e nelle giovani, che sono ricchi di potenzialità da far crescere e di intuizioni fresche.

Infine, ma non certo per ultimo, Ida ci ha donato e ci dona la gioia di poter condividere la nostra forma di vita con tante donne di altri Paesi del mondo, aprendosi già lei, insieme a p. Gemelli, ad accogliere le prime sorelle degli Usa.
È anche questo un modo, in tanti Paesi del mondo, per continuare la sua azione di “promozione” della soggettività e del valore di ogni donna.
E quando la malattia ci raggiunge e la vecchiaia indebolisce le nostre forze, Armida ci ricorda che il Signore, il Sacro Cuore-amore, viene a noi e non ci lascia sole.

http://www.ism-regalita.com/

*ISM Regalità - Vice postulatrice della causa di beatificazione di Armida Barelli