A tutti e a ciascuno l’augurio di una Buona Pasqua

L’amore vince la morte

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Celebrare la Pasqua, per i cristiani, significa ritornare alla sorgente della vita, ritornare al principio, non nel senso della nostalgia di un tempo passato, ma nell’andare in profondità, nell’esplorare le fondamenta, per ritrovare la freschezza di un inizio, la sorgente di ogni vero rinnovamento e il criterio che illumina lo spessore autenticamente umano di ogni cambiamento.
Una luce non abbagliante che si propone non solo per illuminare la via, ma per dischiudere gli occhi sulla bontà della strada da percorrere.
Una luce che illumina la realtà che oggi ci turba e ci sconvolge: l’egoismo che rende ciechi gli occhi e il cuore, il sangue che quotidianamente bagna le nostre strade, la corruzione che dilaga nella società, il fosco futuro delle giovani generazioni… un male arrogante e rumoroso che sembra imporsi su un bene timido e silente.
Era così anche in quel lontano Venerdì Santo - il primo - nel quale Gesù fu umanamente travolto dal potere degli uomini e il silenzio della tomba sembrava aver posto fine alle promesse di Dio.
Un silenzio interrotto dall’irrompere della Risurrezione: «Il giorno dei macigni che rotolano via dall’imboccatura dei sepolcri. […] Il Signore è risorto per dire che, di fronte a chi decide di “amare”, non c’è morte che tenga, non c’è tomba che chiuda, non c’è macigno sepolcrale che non rotoli via» (T. Bello).
La Risurrezione ci invita ad avere uno “sguardo innamorato” sulla vita: uno sguardo profondo che ci fa superare le apparenze, uno sguardo sulla vita che ci fa andare Oltre, che non si rassegna a ciò che può vedere solo con gli occhi o sentire solo con i sensi. È lo sguardo di chi si fida di Dio, di chi crede che quel sepolcro non l’ha avuta vinta, che quella pietra è stata ribaltata e che, oramai, l’aria nuova della Risurrezione è entrata dentro.
È luce per cogliere il senso decisamente umano di ogni conquista e di ogni sconfitta. È alimento di una responsabilità che abbracci ogni uomo e tutto l’uomo. È alimento di una libertà che diventa impegno quotidiano di liberazione da ogni male, da ogni ingiustizia, da ogni egoismo.

Risorgi, ora che la paura
domina la speranza.
Risorgi e donaci parole coraggiose e spighe di calore,
affinché questa generazione
spezzi le catene.
Risorgi e donaci pace nei cuori
non più abitati dalla gioia,
tu che ci accogli senza
soffocare il nostro grido.
Risorgi e donaci la pazienza,
unica cura,
quando il male è scaltro.
Risorgi e donaci occhi
lacrimanti di stupore.
Risorgi, silenzioso,
a riempire la casa di luce.

                                       (don L. Verdi)

A tutti vorrei poter dire che l’amore vince la morte.
Sia così per voi, nella vostra vita. Buona Pasqua!

don Antonio Mastantuono
Vice Assistente generale dell'Azione cattolica italiana