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Un libro Ave racconta il vescovo martire

Juan Gerardi. Nunca más

La vita del vescovo guatemalteco assassinato venticinque anni fa ci indica nella forza di una fede disarmata la strada per opporsi alla violenza

Nunca más! Mai più sequestri, assassinii, violenze, massacri, torture, desaparecidos! Nel Guatemala della seconda metà del Novecento, oppresso da feroci dittature militari e da gravi disuguaglianze sociali, la voce del vescovo Juan Gerardi si è levata alta e forte a chiedere verità e giustizia per le migliaia di vittime della repressione e della violazione dei diritti umani.

Divenuta scomoda per il potere politico, militare ed economico che dominava nel Paese, è stata messa a tacere per sempre, al pari di quella di migliaia di catechisti e delegati della Parola, sacerdoti, religiosi e religiose, oltre a leader politici e sindacali.
Quello del Guatemala è stato infatti un popolo di martiri, un popolo crocifisso, e per questo suo popolo Juan Gerardi ha dato la vita.

Juan Gerardi è stato infatti massacrato il 26 aprile 1998, due giorni dopo avere presentato nella cattedrale di Città del Guatemala il rapporto Guatemala. Nunca Mas, in cui erano documentati i massacri, le violenze e le gravi violazioni dei diritti umani nei 36 anni di guerra civile che hanno insanguinato questo piccolo paese dell’America centrale.

Ma la testimonianza di questo vescovo martire, ancora poco noto in Italia, continua oggi a interpellarci e indicarci la strada per un altro mondo possibile, dove finalmente, come afferma il testo biblico, “sia osservato il diritto e praticata la giustizia”.

La “voce dei senza voce”, il “vescovo dei diritti umani!”, il “Romero dimenticato”: in tutti questi modi è stato indicato Juan Gerardi.

Alla figura di Juan Gerardi è dedicato il mio ultimo libro pubblicato dall’editrice Ave di Roma.

Juan Gerardi. Nunca mas-Mai più” : questo il titolo del libro, che ha la prefazione del cardinale guatemalteco Alvaro Ramazzini Imeri, un altro grande grande testimone di fede, di giustizia e di pace, sopravvissuto fortunosamente agli squadroni della morte. Nella sua prefazione il cardinale Ramazzini scrive che la vita di Juan Gerardi è stata caratterizzata dalla passione per la verità, per la giustizia, per la libertà, per l’amore nei riguardi dei poveri e degli esclusi.

In appendice al libro ho riportato una bellissima lirica del vescovo brasiliano dom Pedro Casaldàliga dedicata a Juan Gerardi, indicato come martire della memoria.

Il libro è dedicato alla memoria del torinese don Piero Nota, missionario fidei donum in Guatemala per 22 anni, collaboratore di mons. Gerardi, parroco in uno dei quartieri più difficili della capitale, el barrio El Limón, costretto ad un certo punto a lasciare il Paese e tornare in Italia perché minacciato dai narcos.
L’attività di don Piero Nota sottraeva infatti alla criminalità organizzata i ragazzi e i giovani e offriva loro un futuro di speranza e di dignità.
La lezione di mons. Juan Gerardi impegna credenti e non credenti a diventare oggi tessitori di una nuova umanità, in cui non ci siano più massacri, camere di tortura, violazioni dei fondamentali diritti di ogni persona poiché, come ha scritto papa Francesco, siamo tutti fratelli e siamo tutti figli dello stesso Padre.

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