Centro Studi

L’Europa della speranza è necessaria

Mercoledì, 08 maggio 2019

di Michele D’Avino* - A pochi giorni dalle elezioni per il Parlamento europeo del 26 maggio, festeggiamo l’Europa e la sua Unione, che garantito pace, stabilità e benessere al continente come mai prima era successo. Speranza è la parola chiave: per ieri, oggi e domani. E conta su ciascuno. Siamo cittadini dell’Europa della Speranza quando siamo capaci di vivere senza frontiere, liberando il cuore da muri e recinti di filo spinato, misurando ogni nostra azione con la misura universale della dignità della persona umana. E quando la pace e la solidarietà diventano le fondamenta sulle quali progettare il futuro: delle nostre comunità, locali e nazionali, e dell’intera famiglia umana.

A quanti sono chiamati al voto, ma anche per i giovanissimi, che vogliono saperne di più sull'Unione, sulle sue istituzioni e sulla sua importanza per il nostro presente e per il nostro futuro, consigliamo di visitare il sito promossso dall'Ac iovoto.eu (vedi banner a destra)

I cattolici e la cura politica del bene comune

Venerdì, 12 aprile 2019

Il Seminario di Spello del 19-21 luglio 2019 intende approfondire le fonti e le ragioni dell’impegno politico dei cattolici, a partire dalle indicazioni del Vangelo e del magistero della Chiesa, per dare sostanza a nuove forme di partecipazione e impegnarsi per una politica davvero “a misura d’uomo”, democratica e popolare. Vai al programma

Liberté, Égalité, Gilet

Martedì, 26 marzo 2019

di Antonio Iannaccone* - Francia, ottobre 2018. Jacline Mouraud percorre le strade della Bretagna alla guida del vecchio Suv diesel di proprietà, e nella mente ripercorre la propria vita: 51 anni, madre di tre figli da crescere con appena mille euro al mese, frutto di svariati e saltuari lavori (ipnoterapista, sorvegliante anti-incendio, fisarmonicista, cantautrice). Senza dubbio, una quotidianità complicata. Meglio accendere la radio per distrarsi, magari ascoltando della buona musica. Invece, tra una stazione e l’altra, spunta la notizia dell’ennesimo aumento delle accise sui carburanti ,e Jacline si arrabbia ... Nasce così il movimento dei gilet gialli che da sei mesi incendia la Francia di Emmanul Macron.

Vivere la libertà. La lezione di Sturzo

Venerdì, 18 gennaio 2019

di Alberto Ratti* - Il 18 gennaio 1919 don Luigi Sturzo lancia il suo Appello ai «liberi e forti»: il manifesto che segna la fine del non expedit e la nascita del Partito popolare italiano. La lezione: un’attività politica più giusta e più equa, basata sui principi fondamentali della libertà, della solidarietà e della giustizia, dell’amore e della pace; un’attività politica che permetta il realizzarsi di una società in cui tutti possano sentirsi protagonisti, anche i più deboli e meno fortunati. Se in futuro, cattolici e non, si impegneranno per una politica realmente popolare, «se ognuno di noi si impegna a farla vita, allora, certo, ci sarà più giustizia, ci sarà più capacità di pensare agli altri, più capacità di fratellanza, più capacità di camminare insieme, più capacità di amore».

Il testo dell'Intervento di Matteo Truffelli alla Tavola rotonda Ai liberi e forti: un secolo dopo, promossa dall'Istituto Luigi Sturzo alla presenza del Presidente della Repubblica.

Che paese siamo?

Martedì, 18 dicembre 2018

di Nadia Matarazzo* - Un tempo l’Italia era famosa per il sole e il buon cibo, adesso lo è per i respingimenti dei migranti e dei richiedenti asilo in mare. La nostra estate si è conclusa con il caso Diciotti, la nave della Guardia Costiera popolata da circa 140 migranti salvati in acque maltesi, costretta a restare ormeggiata per giorni al porto di Catania per ordini governativi. E il dramma sta tutto qui: che Stato è quello che accantona i diritti e soprassiede all’umano davanti alla logica dell’affermazione di parte? Che società è quella che chiude gli occhi davanti ai drammi umani e sociali che devastano intere popolazioni? Che cristiani siamo noi se non sappiamo accogliere i fratelli e farci carico dei loro affanni?

LE FARFALLE SANNO ANCORA VOLARE

Venerdì, 23 novembre 2018

di Antonio Iannaccone* - Donne stanche perché offese, escluse, zittite, bistrattate, umiliate, sottomesse, stalkerate, molestate, perseguitate, picchiate, deturpate, abusate, stuprate, annientate, schiavizzate, torturate, uccise, sommerse dai dati allarmanti di un femminicidio senza fine. Una fine che neppure si intravede: in molti, troppi Paesi mancano efficaci politiche di contrasto alla violenza di genere, ricerche, progetti di formazione e sensibilizzazione. Eppure, sia le vittime sia i carnefici appartengono a ogni territorio, a tutte le classi socioculturali, ai vari ceti economici.