Immigrati, non è solo questione di diritto

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Si svolge l'1 dicembre a Roma, Domus Mariae, il convegno organizzato dall'istituto Giuseppe Toniolo e dedicato ai temi dell'immigrazione. Una questione cruciale per il futuro del Paese: non si tratta di scrivere una formula giuridica, ma di dare concretezza ad un  progetto di convivenza sociale che sia inclusivo e solidale. Affrontare il tema dell’immigrazione, oggi, vuol dire essere capaci di uno sguardo ampio, che sappia considerarne gli innegabili aspetti politici, sociali, umani e pastorali. Michele D'Avino, direttore istituto Toniolo

Ci si ricorda degli immigrati in occasione dell’ennesimo sbarco sulle coste italiane: le telecamere fanno una rapida ripresa di volti stremati dal viaggio, i giornalisti si soffermano sulle precarie condizioni igienico-sanitarie ed aggiornano l’elenco  delle vittime, di chi non ce l’ha fatta, per lo più donne e bambini. O ancora in occasione  delle elezioni politiche o amministrative: gli immigrati diventano allora obiettivo sensibile di politiche sulla sicurezza urbana urlate senza troppi scrupoli, indicatore mistificato di microcriminalità e degrado sociale.

Non fanno notizia i quintali di pomodoro che Ahmadou raccoglie ogni giorno sotto il sole cocente dell’estate pugliese, o i macchinari riparati con abilità in un grande cantiere edile nel Bresciano da Yussef, che nel suo Paese aveva conseguito una laurea in ingegneria, ma in Italia ha ottenuto un posto da operaio per pochi euro all’ora. E nessun tg si interessa alla storia di Irina, che, da quando lavora come badante presso la signora Rita, è diventata anche la sua migliore amica.

Attualmente, in Italia, vivono oltre cinque milioni di immigrati, pari all’8% della popolazione. Due milioni e mezzo sono i lavoratori stranieri, circa un decimo dell’occupazione totale del Paese. Svolgono mansioni non più ambite dagli italiani e costituiscono una risorsa preziosa ed indispensabile per l’intero sistema economico-produttivo nazionale. Molti sono arrivati in Italia rischiando la vita ed affrontando situazioni di grave precarietà ed emarginazione. Molti continuano ad arrivare spinti da un forte desiderio di libertà e democrazia, che non sempre riescono a vedere realizzato. La fotografia degli immigrati scattata dall’ultimo Dossier Statistico Caritas-Migrantes è quella di una presenza organica e quotidiana, in continua espansione, che interroga le istituzioni e la società civile sul campo dell’effettiva capacità di accoglienza e d’integrazione, oltre i  pregiudizi e i luoghi comuni.

Quella dell’immigrazione è, dunque, una questione cruciale per il futuro del Paese, una questione che non può essere rinviata oltre, che chiede risposte all’altezza dei principi fondamentali di diritto cui si ispira la nostra Costituzione. Non si tratta di scrivere una formula giuridica, ma di dare concretezza ad un  progetto di convivenza sociale che sia inclusivo e solidale. Affrontare il tema dell’immigrazione, oggi, vuol dire essere capaci di uno sguardo ampio, che sappia considerarne gli innegabili aspetti politici, sociali, umani e pastorali.

Questo l’obiettivo dell’Istituto Giuseppe Toniolo e della Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica Italiana in occasione del convegno “L’immigrazione come grande questione nazionale” organizzato per il prossimo sabato 1 dicembre a Roma, presso la Domus Mariae.

Sarà presente il demografo Giampiero Dalla Zuanna, dell’Università di Padova, che getterà luce sull’effettiva incidenza della presenza straniera nella quotidianità del sistema Italia. L’internazionalista Bruno Nascimbene, dell’Università di Milano, invece, prendendo le mosse dalla tormentata legislazione italiana in materia di immigrazione, traccerà le prospettive di un auspicabile allargamento del diritto di cittadinanza agli stranieri residenti e, in particolare, a quelli di seconda generazione. Ad affrontare i risvolti di impegno pastorale ed ecclesiale legati alla presenza degli immigrati nelle nostre città sarà invece S. E. Mons. Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del Vallo e membro della commissione episcopale della CEI per le migrazioni. Oliviero Forti , Responsabile dell’Ufficio Migrazioni di Caritas Italiana, darà contezza dei bisogni concreti degli immigrati che giungono in Italia e dell’effettiva capacità di risposta da parte delle istituzioni e del terzo settore, con particolare riguardo al mondo del volontariato cattolico. Monica Del Vecchio, consigliere nazionale per il Settore Giovani dell’Azione Cattolica e membro del Comitato Esecutivo dell’Istituto Toniolo, sottolineerà la cura dell’Azione Cattolica Italiana per favorire la partecipazione degli stranieri alla vita delle comunità, a partire dal progetto associativo “Il pozzo di Sicar”.

A concludere la giornata di riflessione sarà una tavola rotonda con la partecipazione di Mohamed Ba, attore e mediatore culturale senegalese, Giuliana Sberna, Vice Presidente Settore Adulti dell’Azione Cattolica di Brescia e Miriam Modica, del Settore Giovani dell’Azione Cattolica di Agrigento: ognuno originale testimone di un radicato impegno a favore dell’integrazione e dell’interculturalità.

Non solo, dunque, una questione di diritto. L’immigrazione è innanzitutto una questione di civiltà! Che chiede il coinvolgimento ed il contributo di tutti e di ciascuno, istituzioni, comunità civile ed ecclesiale. Non solo una questione politica. L’immigrazione è innanzitutto una questione di umanità, che interroga profondamente la nostra coscienza di credenti in Cristo, che fa di ogni uomo un fratello appartenente ad un’unica famiglia umana.

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