La Presidenza nazionale Ac invita a sostenere l’Ospedale “Dr. Ambrosoli Memorial Hospital”

Un aiuto per Kalongo

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I giorni di grande preoccupazione, dolore e difficoltà che stiamo vivendo ci aiutano a comprendere il senso profondo di quello che Papa Francesco ha scritto nell’Evangelii gaudium e ripetuto nella preghiera di venerdì 27 marzo, in Piazza San Pietro: «Nessuno si salva da solo».

Davanti a noi si preparano altri giorni e mesi difficili, in cui saremo tutti chiamati a coltivare e a testimoniare la Speranza, anche attraverso l’esercizio di un forte senso di solidarietà e una grande generosità. Saremo chiamati a farci prossimi verso tutti, a partire dai più poveri e dagli emarginati.

In questo spirito, la Presidenza nazionale Ac sostiene e chiede a tutti di sostenere un’iniziativa di solidarietà legata a un luogo lontano dalla nostra Italia, ma che non ha meno bisogno di aiuto: il “Dr. Ambrosoli Memorial Hospital” di Kalongo, in Uganda.

In queste settimane lAc ha già messo in campo tante iniziative importanti. Molte associazioni diocesane e parrocchiali si sono spese con creatività per aiutare persone bisognose e stare accanto alle famiglie di coloro che sono colpiti dal virus. Anche la Presidenza nazionale ha cercato di dare un piccolo contributo, destinando 24.000 euro alla Caritas italiana e al Fondo S. Giuseppe della Diocesi di Milano, dedicato a chi perderà il proprio lavoro nella crisi economica generata dall’emergenza sanitaria.

Mentre ci prendiamo cura di chi abita accanto a noi, teniamo lo sguardo anche sul resto del mondo, a partire da coloro che più si trovano ai margini di esso. Non dimentichiamo che la stessa pandemia che ha sferzato l’Italia e l’Europa sta colpendo in questi giorni le zone più povere della Terra. Facciamoci prossimi anche di chi vive lontano, e di cui non sentiamo parlare nei telegiornali. E facciamolo insieme.

Sosteniamo, tutti insieme, una raccolta fondi a favore dell’Ospedale “Dr. Ambrosoli Memorial Hospital” di Kalongo.

È l’Ospedale che è stato fondato più di cinquant’anni fa da padre Giuseppe Ambrosoli, divenuto missionario comboniano dopo essere cresciuto nell’Azione Cattolica della sua diocesi, Como. Abbiamo parlato di questa straordinaria esperienza nell’ultimo numero della rivista dell'Ac Segno nel Mondo (qui il testo), intervistando Giovanna Ambrosoli, la Presidente della Fondazione Ambrosoli, la realtà che da diversi anni sostiene l’Ospedale e la scuola di ostetricia che ogni consente a molte madri di far nascere i propri figli (www.fondazioneambrosoli.it).

Il Covid-19 è arrivato anche in Uganda, e il “Dr. Ambrosoli Memorial Hospital”, pur privo di un reparto di terapia intensiva e di molte attrezzature necessarie alla cura dei malati e alla protezione del personale sanitario, è l’unico punto di riferimento per un’area nella quale vivono cinquecentomila persone.

Hanno bisogno del nostro aiuto. Tutti possiamo dare una mano versando un contributo economico sul conto aperto presso Banca Etica (Iban IT90Y0501803200000016887333), intestato a Presidenza nazionale Azione Cattolica Italiana, specificando la causale “ospedale Uganda”
Sosteniamo insieme Kalongo. Diffondiamo come possiamo questo invito.

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Focus
Giovanna Ambrosoli, Presidente della Fondazione Ambrosoli:
come il “Dr. Ambrosoli Memorial Hospital” si sta preparando ad affrontare l’epidemia e l'aiuto che serve

Il coronavirus avanza in Africa. L’Oms ha lanciato l’allarme: in sette giorni i contagi sono aumentati del 51%. Rischiano di morire tra le 300mila e i 3,3 milioni di persone. Anche l’Uganda non viene risparmiata: è già salito a 55 il numero di contagiati e le unità di terapia intensiva sono solo 12 in tutto il paese, con un totale di 55 posti letto.

A Kalongo, dove ci si stava preparando alla Beatificazione di Padre Giuseppe Ambrosoli – come raccontato in un articolo pubblicato sul numero 1/2020 di Segno nel Mondo –, la Fondazione Ambrosoli e il personale medico stanno ora invece affrontando l’emergenza della pandemia.

A Kalongo non c’è terapia intensiva. Prevenire l’infezione degli operatori sanitari vista la scarsissima disponibilità di dispositivi di protezione ed evitare il contagio tra i pazienti considerando la quasi impossibilità di effettuare tamponi e la necessità costante di assistere pazienti che soffrono di polmonite e difficoltà respiratorie dovute ad altre patologie, sono i principali problemi da affrontare per l’ospedale.

L’ospedale di Kalongo è stato identificato come Hub Covid, centro di riferimento distrettuale per i casi sospetti e per il trattamento dei casi moderati; il Dr. Godfrey Smart, medico chirurgo e Ceo dell’ospedale, è parte della task force distrettuale per l’emergenza Covid.

«L’allerta è altissima, perché a differenza dei nostri ospedali che, per quanto in affanno, hanno mezzi, strumenti e risorse, all’ospedale di Kalongo la battaglia contro il Covid19 si giocherà tutta sulla prevenzioneafferma Giovanna Ambrosoli, Presidente della Fondazione Ambrosoli –. Con la Fondazione siamo impegnati con tutti gli sforzi possibili per garantire strumenti, dispositivi di protezione e farmaci, per supportare l’ospedale e la popolazione locale, in particolare la prevalenza di persone affette da malnutrizione e Hiv, epatite e altre patologie importanti, con un sistema immunitario già debole che le espone a un maggior rischio di contrarre il virus. Ogni contributo è vitale per evitare il diffondersi della pandemia in un’area che vive da sempre nell’emergenza quotidiana. E ci sentiamo di ringraziare, fin da subito, quanti, attraverso l’appello rilanciato dall’Azione cattolica italiana, riescano a esserci vicini in modo concreto. Per un futuro che sia subito speranza».