A partire dagli Orientamenti triennali, l’incontro farà da ponte tra il secondo e terzo anno del triennio che, rispettivamente, hanno come verbo guida “Condividere” e “Generare”: vuole essere occasione per riflettere su come l’esperienza di fraternità che viviamo in associazione e nella comunità ecclesiale può diventare lievito di pace e speranza nelle nostre città, capace di trasformare il contesto che abitiamo.
In particolare, desideriamo poterci soffermare sul modo in cui la fede può lasciarsi interrogare dai cambiamenti culturali che attraversano il nostro tempo, e su come la comunità cristiana e l’Ac possano generare cultura dialogando con una pluralità di voci e di esperienze.
Il convegno intende esplorare come la “convivialità delle differenze”, categoria decisiva per questo tempo complesso, possa diventare stile pastorale e criterio di impegno sociale: dalla cura dei legami alla promozione della pace, dal confronto con il fenomeno delle migrazioni alla costruzione di spazi di dialogo ecumenico e interreligioso.
Il Mediterraneo, con le sue sfide e le sue ferite, ma anche con la sua straordinaria capacità di incontro, farà da cornice simbolica e reale a un percorso che richiede all’Azione cattolica di essere generatrice di speranza, custode della comunione e promotrice di nuove forme di presenza profetica nel territorio.
La scelta di Bari come sede dell’Incontro nasce dalla volontà di allargare la partecipazione alla comunità ecclesiale e civile, intrecciando momenti riservati ai partecipanti al Convegno con momenti aperti alla chiesa locale e alla città.
Anche a Bari, come a Castel Gandolfo, vivremo i gruppi sinodali con i vescovi italiani. Nei mesi scorsi, abbiamo inviato a tutti i vescovi l’invito personale a partecipare all’Incontro, in modo particolare alla giornata di venerdì 31 luglio. Sarebbe bello che ciascuna presidenza diocesana contatti il proprio vescovo per invitarlo personalmente alla partecipazione, presentandogli direttamente il senso dell’incontro e il programma.


