Bari
30/07/2026 – 02/08/2026

Orizzonti mediterranei: abitare la fraternità per una cultura del dialogo

Giorni
Ore
Minuti

Giorno 1

giovedì 30 luglio

Giovedì 30 luglio

Allargare lo sguardo - sessione inaugurale
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Giorno 2

venerdì 31 luglio

Venerdì 31 luglio

Mediterraneo: sostantivo plurale. Tavola rotonda - A vele spiegate. Gruppi sinodali insieme ai Vescovi italiani - «Ma la rete non si era strappata» (Gv 21,11) Preghiera ecumenica - Va pe màre Serata di festa, musica e testimonianze
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Giorno 3

sabato 1 agosto

Sabato 1 agosto

Attività per settori, articolazione, movimenti e figure unitarie - Dialoghi mediterranei Incontri aperti alla città su... Pace, Migrazioni, Mediterraneo e Convivialità delle differenze, Cambiamenti
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Giorno 4

domenica 2 agosto

Domenica 2 agosto

Per cercare un mondo più nuovo. Sessione conclusiva - Santa Messa trasmessa in diretta su Rai 1
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Incontro

L’incontro estivo vedrà coinvolte le Presidenze diocesane e le Delegazioni regionali dell’Azione Cattolica, per vivere insieme un tempo di riflessione su come l’esperienza di fraternità, che viviamo in associazione e nella comunità ecclesiale, può diventare lievito di pace e speranza capace di trasformare il contesto che abitiamo.

Bari (BA) 30/07/2026 – 02/08/2026

La scelta di Bari come sede dell’Incontro nasce dalla volontà di vivere i temi direttamente sulle sponde del Mediterraneo e di voler allargare la partecipazione alla Chiesa locale e alla città, coerentemente con la mission tematica del convegno.

Temi

Informazioni

A partire dagli Orientamenti triennali, l’incontro farà da ponte tra il secondo e terzo anno del triennio che, rispettivamente, hanno come verbo guida “Condividere” e “Generare”: vuole essere occasione per riflettere su come l’esperienza di fraternità che viviamo in associazione e nella comunità ecclesiale può diventare lievito di pace e speranza nelle nostre città, capace di trasformare il contesto che abitiamo.

   In particolare, desideriamo poterci soffermare sul modo in cui la fede può lasciarsi interrogare dai cambiamenti culturali che attraversano il nostro tempo, e su come la comunità cristiana e l’Ac possano generare cultura dialogando con una pluralità di voci e di esperienze.

   Il convegno intende esplorare come la “convivialità delle differenze”, categoria decisiva per questo tempo complesso, possa diventare stile pastorale e criterio di impegno sociale: dalla cura dei legami alla promozione della pace, dal confronto con il fenomeno delle migrazioni alla costruzione di spazi di dialogo ecumenico e interreligioso.

   Il Mediterraneo, con le sue sfide e le sue ferite, ma anche con la sua straordinaria capacità di incontro, farà da cornice simbolica e reale a un percorso che richiede all’Azione cattolica di essere generatrice di speranza, custode della comunione e promotrice di nuove forme di presenza profetica nel territorio.

  La scelta di Bari come sede dell’Incontro nasce dalla volontà di allargare la partecipazione alla comunità ecclesiale e civile, intrecciando momenti riservati ai partecipanti al Convegno con momenti aperti alla chiesa locale e alla città.

   Anche a Bari, come a Castel Gandolfo, vivremo i gruppi sinodali con i vescovi italiani. Nei mesi scorsi, abbiamo inviato a tutti i vescovi l’invito personale a partecipare all’Incontro, in modo particolare alla giornata di venerdì 31 luglio. Sarebbe bello che ciascuna presidenza diocesana contatti il proprio vescovo per invitarlo personalmente alla partecipazione, presentandogli direttamente il senso dell’incontro e il programma.

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L’incontro si colloca nel passaggio tra il secondo e il terzo anno del triennio associativo, tra il “condividere” e il “generare” e vuole essere occasione per chiedersi come l’esperienza di fraternità vissuta in associazione e nella comunità ecclesiale possa diventare lievito nelle nostre città. Non una fraternità che si chiude su se stessa, ma una capace di trasformare i contesti che abitiamo, costruendo legami, promuovendo la pace, generando cultura a partire dalla “convivialità delle differenze”.

Il Mediterraneo non è solo la cornice geografica di questo incontro: è uno spazio simbolico e reale insieme, segnato da ferite profonde, migrazioni, conflitti e diseguaglianze, ma anche da una straordinaria capacità storica di incontro tra culture, fedi e popoli diversi. Sceglierlo come orizzonte significa interrogarsi su come la comunità cristiana possa essere generatrice di speranza e promotrice di pace proprio a partire dalle contraddizioni del tempo che abitiamo.

Camminare insieme non è un metodo organizzativo: è la forma propria di una Chiesa e di un’associazione che vogliono essere presenti nel mondo in modo profetico. A Bari questo stile diventa anche pratica concreta attraverso l’apertura alla chiesa locale e alla città e il confronto con una pluralità di prospettive religiose e culturali.