La registrazione dell’incontro promosso da “Per un nuovo welfare”

A misura di persone e territori

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Nell’ambito dell’iniziativa “Per un nuovo welfare”, promossa a partire dall’“Appello della società civile per la ricostruzione di un welfare a misura di tutte le persone e dei territori” lanciato lo scorso aprile e sottoscritto dall’Azione cattolica e da oltre 60 realtà nazionali del Terzo settore (affinché il Governo coinvolga la società civile nella (ri)progettazione sociale possibile del paese, e che ha dato vita a 7 Position paper raccolti in un I-Book), sabato 1° agosto 2020 nel salone Leone XIIImo del Palazzo arcivescovile di Benevento, in modalità blended on-line/presenza si è tenuto l’incontroIl welfare a misura di tutte le persone e dei territori”. Sono intervenuti: mons. F. Accrocca, arcivescovo di Benevento, A. Moretti, presidente Rete di Economia Sociale Internazionale Res-Int e presidente Rete di Economia civile Sale della Terra, A. Righetti, direttore scientifico della Rete di Economia Sociale Internazionale Res-Int, R. Rossini, presidente nazionale delle Acli, M. Tridente, vicepresidente nazionale dell’Ac, F. Starace, direttore del DSM di Modena e componente task force Colao. Ha concluso l'incontro S. Zampa, sottosegretario di Stato alla Salute. È possibile rivedere la registrazione dei lavori.

La presenza del sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, è stata occasione per approfondire con particolare attenzione i profili applicativi dei “Budget di Salute” a tutte le situazioni di vulnerabilità e di fragilità personale e sociale, liberando la pratica dei Progetti personalizzati dall’ambito esclusivamente psichiatrico e aprendola alle politiche di welfare in chiave di sviluppo della persona e dei territori, come per esempio i “Patti per l’imprenditoria civile” e i “Budget Educativi”, altri due temi portanti dei 7 position paper.

Di recente, l’Appello per un nuovo welfare ha segnato un proprio successo con l’inserimento dell’articolo 4-bis, nel “Decreto Rilancio”. Poche righe, ma rivoluzionarie: -ridurre le scelte di istituzionalizzazione; -favorire la domiciliarità; -ricorrere a strumenti innovativi quale il Budget di Salute individuale e di comunità.

Si parla ancora di “sperimentazione”, ma è ormai chiaro che il Budget di Salute coinvolgerà strutture di prossimità per la promozione della salute e per la prevenzione, nonché per la presa in carico e la riabilitazione delle categorie di persone più fragili, ispirate al principio della piena integrazione socio-sanitaria, con il coinvolgimento delle istituzioni presenti nel territorio, del volontariato locale e degli enti del Terzo settore senza scopo di lucro. «È la prima volta - ha commentato Angelo Moretti, promotore, insieme ad Angelo Righetti, dell’Appello e curatore di “Per un nuovo welfare”, l’I-Book edito da Vita non profit - che in una norma nazionale si fa accenno esplicito ai Budget di Salute. Per noi segna un passo storico».

Il position paper 1 “Budget di Salute”, generato dai gruppi di lavoro riuniti nell’Appello della Società civile per un welfare a misura di persona e territori puntava esattamente a questo: chiedere al Governo di riconoscere e affermare il Metodo dei Budget di Salute quale strumento di community welfare, di una comunità che “si fa” welfare. A costo zero per lo Stato. Perché dobbiamo dirlo: non è vero che per innovare e migliorare occorre spendere, basta solo reinvestire.

«Per ogni persona vulnerabile, compresi i detenuti, i minori a rischio, gli immigrati che devono integrarsi - si legge nel position paper 1 - lo Stato non dovrebbe semplicemente spendere ma investire in coesione sociale, investire nel capitale sociale che determina il cambiamento dei luoghi e delle persone, investire nelle pratiche sociali che valorizzano e non estraggono la sofferenza dai territori per concentrarla in strutture dedicate». Il Budget di Salute fanno questo: integrano risorse sanitarie, sociali, educative, umane, professionali ed economiche sia della persona stessa che della famiglia e della comunità locale. Facendo dell’insieme un bene comune.