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Per l’8 marzo, auguri a tutte le donne nel ricordo di una donna speciale

Il “sogno” di Maria Dutto

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di Silvio Mengotto - Il 24 febbraio 2020, quando l’Italia era ormai precipitata nel gorgo della pandemia del Covid-19, Maria Dutto muore a Milano. Sin da giovanissima è attiva nella Chiesa ambrosiana con ruoli di responsabilità. Dal 1976 al 1983 viene eletta presidente dell’Azione cattolica ambrosiana per due mandati. È la prima donna ad assumere un incarico diocesano in Italia in una stagione tra le più vivaci, carica di tensione per l’associazione e il Paese. Nella sua ultima intervista Maria Dutto raccontò di un sogno fatto con gli occhi aperti sulla lunga esperienza che, ancora oggi, appare come testamento profetico.

«Ho un po’ di sogni che riguardano le donne. Sogno un’Ac, una Chiesa che ascolta, che si lasci filtrare dalle difficoltà, dai discorsi, dalla mentalità, dalla concretezza e anche dalle prospettive che le donne hanno. Questo dialogo può essere proficuo se capace di portare dentro i programmi l’essenziale che le donne vivono. Ho proprio questo sogno ! Mi pare giunto il momento per cui alle donne siano aperte tutte le possibilità, ma con loro ci sia il confronto da sorelle. Mi piacerebbe che i Vescovi (dico una cosa che alla mia età spero posso dire) ci interpellassero quando fanno un documento, non per prendere per vero quello che diciamo, ma per ascoltare quello che pensiamo. Se siamo le portatrici della vita, allora il domani andrebbe pensato insieme. Questo il mio sogno da perseguire senza spaccature, ma con un dialogo nella comunione» (in dialogo unitario, n.8 nov/dic. 2007).

Faro di riferimento per Maria Dutto è sempre stata la “sorella maggiore” Armida Barelli, della quale si è concluso recentemente il processo di beatificazione. Come tante donne anche Maria Dutto rimane colpita dalla determinazione di Armida Barelli nel «portarci fuori - continua la Dutto - dalla chiusura delle nostre case e, qualche volta, anche dalle nostre parrocchie. Per noi è stato un cambiamento epocale».

Sono gli anni dove l’espandersi del femminismo interpellava tutte le donne, anche le cattoliche. Nel 1972 Maria Dutto, insieme alla giornalista Marisa Sfondrini, promuove la nascita del Gruppo Promozione Donna (GPD) con lo scopo di «aiutare le donne - continua la Dutto - in un momento in cui il discorso e le battaglie delle femministe ci interpellava. Questa storia andrebbe rivisitata». Era una scommessa che nasceva in un orizzonte ecclesiale ancora sfavorevole nei confronti della protesta femminile. «Maria Dutto scrisse una lettera - ricorda Marisa Sfondrini - semplice, anche umile, ma coinvolgente che ebbe un effetto positivo. Molte accettarono l’invito a ritrovarsi in via Sant’Antonio in un pomeriggio di sabato. Quasi fosse un’occasione mondana, avevamo preparato tè e pasticcini».

Un cambiamento epocale che sollecitava nella Chiesa un cambiamento nel dialogo e nello stile come «quello di Gesù - dice Maria Dutto - che si siede al pozzo e ascolta; come quello di Gesù che va in casa degli amici e ascolta Marta e Maria; come quello di Gesù che fa questa esperienza persino nel miracolo, sotto l’influsso della Madre, alle Nozze di Cana. Cambia l’ora del miracolo! Va da Marta e Maria e piange, cambia i suoi programmi e risuscita Lazzaro. Nel Vangelo Gesù ci dimostra che ascoltare le donne non era una formalità: guardava la loro vita, raccoglieva desideri e tensioni, non le lasciava in disparte, non chiedeva loro di starsene a casa, ma si faceva seguire. Le amava e le sanava. Questo è il mio sogno riguardo alla presenza delle donne nella Chiesa».

Papa Francesco ha sempre promosso e accolto una maggiore riflessione sui temi femminili, sulla presenza attiva e di coinvolgimento della donna anche nell’ambito decisionale (Evangelii gaudium n. 103-104). Un anno fa ha ufficializzato la nomina di Francesca Di Giovanni della Segreteria di Stato, nuova sotto-segretaria della Sezione per i rapporti con gli Stati, il 6 febbraio ’21 la nomina di suor Nathalie Becquart alla sottosegreteria al Sinodo dei vescovi con potere di voto. Per i cattolici il recente Motu proprio, firmato in data 11 gennaio ’21 è importante perché sancisce una svolta pastorale. Nel documento si afferma che il Codice canonico può essere cambiato e che l’uguaglianza di genere (uomo e donna) nel battesimo è diventato un criterio pratico.

Per suor Elsa Antoniazzi, che da giovanissima frequentò il GPD, «oggi le donne, pur avendo ruoli diversi, di fatto stanno compiendo un cammino ecumenico. Per esempio il coordinamento delle teologhe è una realtà ecumenica. Il clima è ecumenico. Per l’esterno della Chiesa credo che la grandezza e la capacità di Maria Dutto e del GPD, è stato quello di declinare un discorso - senza tralasciare la propria specificità - capace di parlare e tessere relazioni con altri femminili. Oggi queste distanze non ci sono nel rispetto reciproco delle specificità di coscienza, proprio perché alle nostre spalle abbiamo avuto donne che hanno fatto il lavoro di Maria Dutto».