È certamente un quadro allarmante quello emerso dalla restituzione dei dati forniti dal Servizio analisi criminale della Direzione centrale della Polizia criminale lo scorso 8 ottobre a Roma in occasione della presentazione del dossier Indifesa di Terre des Hommes. I reati a danni dei minori in Italia sono in forte in crescita e non da ora: nel 2023 ne sono stati registrati quasi 7000 (esattamente 6952), in media 19 casi al giorno. Cresciuti del 35% negli ultimi 10 anni e dell’89% dal 2006. L’incremento riguarda in particolar modo i maltrattamenti in famiglia, i reati a sfondo sessuale, i reati legati all’abbandono, alla pornografia minorile e alla pedopornografia. E, dato oltremodo grave, i minori sono in moltissimi casi preda di soggetti a loro vicini, vittime delle loro figure di riferimento. Diversi i nodi che ci invitano drammaticamente a una riflessione e urgentemente interpellano il nostro impegno educativo, sociale e culturale, il nostro “sì” alla tutela dell’infanzia.
L’incremento delle denunce
Da un lato, i dati pongono certamente in evidenza un incremento delle denunce. Elemento importante che sottende la crescita e il consolidamento di un rapporto di fiducia tra le vittime e le forze di Polizia. E che dimostra a sua volta come le azioni formative e informative intraprese da parte delle stesse forze di Polizia, Istituzioni, associazioni, agenzie educative attraverso campagne di sensibilizzazione finalizzate oltre che alla prevenzione del fenomeno, all’abbattimento degli ostacoli socioculturali che condizionano fortemente la sua emersione, stanno dando significativi risultati. Dall’altro lato resta un numero, definito “oscuro” dalla Polizia di Stato, dal quale non si può e non si deve distogliere il nostro sguardo.
Reati sui minori e famiglie
La fragilità che si sperimenta in molti nuclei familiari fa sì che la famiglia stessa cessi di essere quel luogo accogliente e sicuro che accompagna il percorso di crescita di piccoli e giovani. A fronte di situazioni familiari compromesse e tossiche i minori purtroppo sono tra le prime vittime di trascuratezza, abbandono e violenza. Come ci ricorda papa Francesco al n. 57 di Amoris Laetitia: «…non rimane uno stereotipo della famiglia ideale, bensì un interpellante mosaico formato da tante realtà diverse piene di gioie, drammi e sogni. Le realtà che ci preoccupano sono sfide». Un mosaico che chiede di essere visto prima di tutto.
Reati sui minori e genere
Sono le bambine e le ragazze a essere soprattutto oggetto di violenza fisica. È sul loro corpo che continua a consumarsi maggiormente violenza fisica di carattere sessuale. Il web è un luogo fortemente attrattivo che nasconde molte insidie e le rende particolarmente esposte e vulnerabili a questo genere di reati. I bambini e i ragazzi d’altro canto risultano coinvolti in special modo in omicidi volontari (si pensi alla diffusione di armi da fuoco e da taglio), abbandoni e abuso dei mezzi di correzione. Tutto questo ci ricorda come dobbiamo mantenere alta la tensione verso una battaglia culturale ed educativa che ci consenta di costruire comunità inclusive basate sul rispetto dell’altra e dell’altro.
Reati sui minori e salute mentale
Allarma la salute mentale dei giovani e, se anche è vero che la pandemia ha svolto la funzione di acceleratore e potenziatore di molti esiti, siamo di fronte a un fenomeno che arriva da lontano. Gli esperti parlano di un ecosistema sociale che porta i più piccoli e i più giovani a sperimentare pressioni che condizionano oltremodo il delicato ma fisiologico processo di accettazione di sé (si pensi alle finte bellezze realizzate grazie alla tecnologia e al ruolo dell’intelligenza artificiale in questo) esasperando la messa in discussione della propria identità e producendo un profondo senso di solitudine che li espone maggiormente a chi non è interessato al loro bene.
Dati che non possiamo ignorare e che interpellano la nostra vocazione educativa e il nostro impegno per la tutela, la promozione e la valorizzazione dell’infanzia.