Il nostro no ai combustibili fossili

L’Azione cattolica aderisce alla campagna per il disinvestimento dai combustibili fossili promosso dal Movimento Laudato si’. “Per la pace, l’energia pulita e la nostra casa comune”. La miopia dell’Ue e i profitti delle compagnie mondiali di petrolio e gas

«L’Azione Cattolica Italiana è impegnata da tempo nella formazione ai temi dell’ecologia integrale, in una politica interna di riduzione dell’uso di energia derivante da combustibili fossili e in piccoli ma importanti accorgimenti in materia di impatto ambientale. Constatiamo però con preoccupazione la diffusa convinzione nel Paese che rallentare la transizione energetica per tornare all’uso massivo dei combustibili fossili, in particolare del carbone, sia l’unica risposta possibile all’aumento delle bollette. Invece, è proprio mentre facciamo i conti con i costi della pandemia e della guerra in Ucraina che serve chiudere definitivamente con il carbone e proseguire con una riduzione sistematica tanto dell’offerta quanto della domanda di petrolio, attraverso un rapido aumento delle energie rinnovabili e a un contestuale risparmio energetico. Come del resto già previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). La politica nazionale e quella comunitaria hanno la responsabilità di sostenere una capillare opera di efficientamento energetico delle nostre case, di incentivi alle energie rinnovabili e di potenziamento dei trasporti pubblici puliti».

Energia, Pace e Casa comune

È la dichiarazione con cui la Presidenza nazionale dell’Ac ha annunciato l’adesione dell’associazione alla campagna per il disinvestimento dai combustibili fossili (fossil fuel divestment), “per la pace, l’energia pulita e la nostra casa comune”. Iniziativa promossa dal Movimento Laudato si’ insieme alla non profit cristiana britannica Operation Noah, al Consiglio ecumenico delle Chiese, al network Green Anglicans e al movimento climatico interreligioso Green Faith, e alla quale ad oggi, oltre all’Azione cattolica, hanno aderito altre 34 istituzioni religiose di 7 Paesi: Belgio, Brasile, Canada, Irlanda, Regno Unito, Stati Uniti e naturalmente Italia. In totale (ad oggi) il disinvestimento ammonta a 500 milioni di dollari. Si tratta di 5 diocesi e una cattedrale della Chiesa d’Inghilterra, due diocesi cattoliche, la Chiesa metodista in Irlanda; due Sinodi della Chiesa Riformata Unita, 11 ordini religiosi cattolici, la Società Teologica Cattolica d’America, due università dei gesuiti negli Stati Uniti e diverse chiese locali.

L’Unione europea frena il cambiamento

La campagna arriva, in Europa, alla vigilia del voto del Parlamento Ue che ha al contrario deciso l’inserimento di gas e nucleare nella “tassonomia verde”, dunque da considerare investimenti sostenibili. Rispedendo di fatto al mittente l’appello lanciato dal Movimento Laudato si’ agli europarlamentari di votare perché non si giungesse a questo risultato. Soprattutto per evitare che gas e nucleare intercettino nei prossimi anni flussi finanziari che potrebbero invece essere indirizzati a beneficio del tessuto produttivo, delle Pmi, aiutandole ad accelerare il processo di decarbonizzazione.

La campagna comunque prosegue mettendo nel mirino, in particolare, i piani per l’espansione della produzione di fonti fossili che violano quanto indicato da tutte le principali agenzie internazionali competenti in materia, che li considerano incompatibili con il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Si parla di una ventina delle principali compagnie mondiali di petrolio e gas (fra cui Bp, Eni, ExxonMobil, Gazprom, Saudi Aramco, Shell, TotalEnergies) che stanno pianificando investimenti in progetti di espansione per quasi mille miliardi di dollari (“bombe al carbonio”, li ha definiti una recente indagine della testata britannica Guardian), e di numerosi governi. In particolare, Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Norvegia e Australia, i quali nonostante l’adesione al Paris Agreement continuano ad approvare nuovi e contestatissimi progetti di sviluppo sui combustibili fossili.

È possibile trovare ulteriori informazioni sulla procedura al disinvestimento in questa sezione del sito del dal Movimento Laudato si’

Le note sulle motivazioni cattoliche al disinvestimento sono disponibili qui.

Tipi di disinvestimento link

Link Tool kit Investimenti Etici nell’Era dei Cambiamenti Climatici (solo in lingua inglese). Questa panoramica complessiva, creata da Trócaire, guida attraverso la realtà del cambiamento climatico, la dottrina cattolica dietro il disinvestimento e il percorso concreto che le comunità hanno intrapreso per mettere in pratica tale dottrina.

Autore articolo

Redazione

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