Il dramma umanitario di Lampedusa

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Assistiamo sgomenti al tragico naufragio al largo di Lampedusa. Continuano gli sbarchi nell’isola, continua la drammatica ecatombe di quanti tentano la traversata. “Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande”.

Mentre preghiamo il Signore di accogliere nella Sua misericordia le vittime – uomini, donne, bambini - e di sostenere coloro che si adoperano per il controllo delle acque territoriali ed il soccorso, chiediamo con forza a coloro che ne hanno responsabilità di impegnarsi a gestire questa emergenza con ulteriore determinazione, ponendo al primo posto della questione politico-diplomatica la vita e la salvezza delle persone.

Ogni cittadino sente forte questa esigenza, quale cifra della democrazia e della civiltà del nostro Paese. La coscienza civile aspira ad un Mediterraneo come spazio di vita, di solidarietà e di speranza per i popoli e non luogo dove si consuma una vera e propria strage degli innocenti, un  luogo desolato da cui sale un grido di dolore e di morte.