Il cuore dell’Ac con il popolo dell’Ucraina

Nelle realtà territoriali diocesane e parrocchiali di Azione Cattolica, ragazzi, giovani e adulti si mobilitano per esprimere solidarietà concreta e vicinanza nella preghiera ai nostri fratelli martoriati dell’Ucraina

Legnano, Giulianova, Nola, Lamezia Terme, Benevento, Brescia, Padova, Tortona, Ferrara, Roma, Pavia, Saluzzo, Foggia, San Salvo, Portoferraio, Avezzano, Terni, Messina, Gioia del Colle, Garfagnana, Chioggia, Teggiano-Policastro… Potremmo proseguire con l’elenco ma ci fermiamo qui, scusandoci con tutti gli altri che non nominiamo. Un rapido saliscendi lungo lo Stivale, per diocesi e parrocchie di Azione Cattolica, ragazzi, giovani e adulti che in questi giorni di strazio per il popolo dell’Ucraina si sono mobilitati per esprimere solidarietà concreta e vicinanza nella preghiera.
C’è chi si sta attrezzando per dare un contributo all’accoglienza degli orfani di guerra, chi per ospitare famiglie di profughi, chi raccoglie denaro, medicinali e cibo, chi sta offrendo braccia alle attività della Caritas. Molti continuano a organizzare momenti di preghiera e dove è possibile promuovere occasioni di incontro ecumenico, abbracci di pace tra ortodossi di Ucraina e di Russia. Basta interrogare Google o farsi un giro sui social per rendersi conto che anche questa volta l’Associazione ha messo in campo il suo cuore. Senza far rumore, com’è sua tradizione. Abituata a non perdere mai “l’opportunità di una parola gentile, di un sorriso, di qualsiasi piccolo gesto che semini pace e amicizia” (Laudato si’, 230).
La Presidenza nazionale Ac – mentre scriviamo – ha provveduto a un gesto concreto di solidarietà versando un primo contributo economico alla Caritas italiana, per l’accoglienza delle persone in fuga dalla guerra e per rispondere ai bisogni più urgenti. Un gesto di bene e di fraternità che – ciascuno secondo le proprie possibilità – tutti possiamo fare. Ora, subito, perché è adesso che donne, bambini, anziani, malati, disabili hanno bisogno di aiuto (Qui l’elenco delle modalità di adesione a Emergenza Ucraina 2022)

C’è nelle nostre realtà territoriali diocesane e parrocchiali la consapevolezza dell’ora che si sta vivendo, la più drammatica e la più decisiva per la pace in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale. Drammatica perché generatrice di profonde sofferenze; decisiva perché su di essa si gioca il nostro futuro, non solo quello dell’Ucraina. Dal modo in cui sapremo spenderci, sapremo essere solidali, anche con un semplice abbraccio o una manciata di euro donati, dipenderà ciò che saremo nel prossimo futuro. Su cosa fonderemo il domani del nostro Paese e dell’Europa tutta. Abbiamo imparato appena ieri che la storia non si ferma chiudendo portoni. Oggi impariamo a spalancarli del tutto davanti a chi fugge dagli orrori della guerra, che sia in Ucraina o in Siria, o in qualsiasi angolo sperduto dell’Africa.

L’Azione Cattolica non smetterà mai di chiedere che si agisca e subito perché la politica e la diplomazia trovino nuove vie per la pace, cessino le violenze e si metta fine alla follia della guerra, come chiesto da Papa Francesco. Con gratuità e carità cristiana i ragazzi, i giovani e gli adulti di Ac non smetteranno mai di stare dalla parte di chi fugge perché la sua vita e la sua casa, la sua libertà e i suoi diritti sono violati. Un compito cristiano e laico allo stesso tempo, cui tutti siamo chiamati poiché spetta a ciascuno di noi la responsabilità della salvaguardia dei diritti umani e il dovere della solidarietà per tutte quelle persone la cui vicenda storica non possiamo ignorare. Come cristiani abbiamo il dovere di vedere in ogni persona umana l’inalienabile dignità della creatura che porta in sé l’immagine di Dio. E la responsabilità che ne deriva.

Autore articolo

Antonio Martino