Il cammino sinodale va sul Web

Vincenzo Corrado. La Cei lancia il portale Internet che accompagnerà il percorso della Chiesa italiana fino al 2025 Condivisione, ascolto, partecipazione. E uno stile nuovo per comunicare l’impegno di cambiare.

Il Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia ha anche un ambiente digitale. È online il sito www.camminosinodale.net che accompagnerà l’intero percorso, articolato in tre fasi – narrativa, sapienziale e profetica – dal 2021 al 2025. L’immagine della testata esprime il senso del progetto: le cattedrali delle diocesi italiane sono unite graficamente a formare un’unica cupola, su di esse si snoda una strada tracciata da tanti volti. Il rimando è al Concilio Vaticano II e, in modo particolare, alla costituzione Gaudium et spes: «Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore» (n.1). Il sito offrirà, man mano che verranno elaborati, tutti gli strumenti testuali e video per l’animazione sul territorio e, allo stesso tempo, cercherà di puntare a uno stile di comunicazione integrato, integrale e inclusivo. Integrato, perché la visione ecclesiale non continui a essere letta e interpretata in settori distinti; integrale, perché si è parte di una grande comunità; inclusivo, perché nessuno deve essere escluso dalle comunità. Nella memoria di quanto vissuto fino a oggi – e la tabella al centro del sito lo rappresenta efficacemente – si dipana l’orizzonte futuro. C’è infatti una memoria da non disperdere. È come uno scrigno prezioso che dai vari Convegni ecclesiali nazionali (Roma 1976, Lo- reto 1985, Palermo 1995, Verona 2006, Firenze 2015) si apre per accogliere l’essenza stessa del ‘camminare insieme’ (sinodalità) in un contesto mutato.

È questione di stile e di metodo. La condivisione di quanto vissuto nelle Chiese locali, secondo quel processo di condivisione e partecipazione tipico delle reti sociali, focalizza proprio questo aspetto. Tutte le diocesi vivono il Cammino, e questa unità d’intenti dà forma a una comunicazione che non è semplice facciata ma concretezza di un’esperienza che dà gioia. Traendo spunto dal linguaggio tecnologico, si potrebbe definire questo processo con la coppia di termini input/ output. Essi indicano, rispettivamente, sia l’immissione e l’emissione di dati attraverso elaboratori elettronici, sia i dispositivi hardware che permettono tali azioni.

Il portale vorrebbe proprio attivare questo doppio processo: ricevere impulso da uno sviluppo ecclesiale che appassiona e coinvolge tutto il Popolo di Dio ed emettere questo entusiasmo con una serie di proposte che possono tenere ben fisso l’orizzonte. Nel Documento preparatorio della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi si ricorda che, «illuminato dalla Parola e fondato nella Tradizione, il cammino sinodale si radica nella vita concreta del Popolo di Dio. Presenta infatti una peculiarità che è anche una straordinaria risorsa: il suo oggetto – la sinodalità – è anche il suo metodo. In altre parole, costituisce una sorta di cantiere o di esperienza pilota, che permette di cominciare a raccogliere fin da subito i frutti del dinamismo che la progressiva conversione sinodale immette nella comunità cristiana» (n.25). È una conversione, questa, che interessa in modo particolare la comunicazione. Parte da qui, infatti, quella dinamicità che è movimento continuo di relazione e apertura verso l’altro. Non si tratta di un’operazione culturale, ma di una scelta di campo che presuppone il raccordo tra il comunicare, il pensare e il vivere ciò che si comunica. È questione di stile (sinodale). Si tratta di quel di più che la sinodalità può dare in dono ai linguaggi comunicativi odierni. Con quel senso di stupore che non ammette «notizie gerarchizzate o preconfezionate ». La conversione comunicativa, richiesta dal cammino sinodale, è una chiara presa di coscienza: occorre partire dall’ascolto. È questo il primo passo, perché ascoltare è comunicare e, allo stesso tempo, comunicare è ascoltare. Non una ridondanza di parole ma un ambiente digitale che diventa esso stesso Cammino. Con un impegno anche sulle parole che nascono dall’ascolto perché anche il parlare deve essere in stile sinodale/dialogico/inter-locutorio. E, perciò, umile, propositivo, intelligente, frutto di discernimento personale… Dal sito all’impegno; dall’impegno alla vita personale; dalla vita personale alle comunità.

Direttore dell’Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali della Cei

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Autore articolo

Vincenzo Corrado

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